I Carabinieri di Breno e Clusone hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare per possesso illegale di armi, nei confronti di sette componenti della famiglia Sallaku.

Il caso

In totale sono 5 le custodie cautelari in carcere, mentre due donne
sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Due dei destinatari dell’ordinanza erano già ristretti presso la Casa Circondariale di Canton Mombello. Il provvedimento restrittivo, trae origine dall’arresto eseguito il 5 novembre, quando a seguito di
una perquisizione nella lussuosa villa di Sale Marasino, i Carabinieri avevano rinvenuto una valigetta contenente tre pistole e diverse munizioni, che era stata occultata all’interno di un intercapedine del garage.

L’indagine Reticolo

Per la detenzione illegale delle armi da fuoco erano stati arrestati in flagranza di reato Gezim Sallaku e i suoi fratelli, Isuf, Gazmir e Taulant. Dopo pochi giorni i primi tre stranieri erano tornati in libertà, mentre Taulant e Saimir erano rimasti in carcere, poiché coinvolti nell’indagine “Reticolo” con la quale era stata smantellata una banda criminale, costituita da cittadini albanesi e italiani, dedita al traffico, al commercio e allo spaccio in Vallecamonica di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

La confessione

I quattro imprenditori albanesi erano stati rimessi in libertà dal Gip che non aveva applicato alcuna misura cautelare, ritenendo che gli indizi raccolti non fossero pienamente univoci a ricondurre il possesso delle pistole a tutti i
componenti della famiglia. Nella decisione del Giudice aveva avuto un peso determinante la confessione di Sallaku Saimir, che era già ristretto in carcere per aver ceduto 1 Kg di cocaina a favore di due acquirenti. Saimir aveva fatto pervenire una memoria con la quale si era assunto tutte le responsabilità per il possesso delle armi da fuoco.

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Ulteriori indagini

Nel frattempo i Carabinieri di Breno e Clusone, coordinati dalla Direzione
Distrettuale Antimafia di Brescia, hanno continuato ad indagare, non
credendo all’ipotesi che il solo Saimir fosse a conoscenza della presenza
delle armi in garage. Sulla scorta di questi accertamenti è stata emessa la nuova ordinanza di misura cautelare con la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari anche nei confronti di due donne della famiglia.

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