Erano stati espulsi e accompagnati alla frontiera per lasciare lo Stato. Rientrati in suolo italiano, i due irregolari sono sono finiti nuovamente in manette: per uno di loro è scattato il rimpatrio; a «salvare» l’altro, invece, è stato il matrimonio.

Il primo arresto

Protagonisti della vicenda i carabinieri di Roncadelle e due cittadini di origine albanese, finiti in manette lunedì mattina dopo essere tornati in Italia senza permessi.
Il primo arresto è avvenuto verso le 9, a Roncadelle, nel corso di servizio perlustrativo. C.E., 33enne di casa a Ospitaletto è stato fermato dai militari: dai controlli è quindi emerso che il giovane era stato imbarcato da Orio al Serio il 24 novembre 2017 e risultava quindi espulso dall’Italia. Processato per direttissima nella stessa mattinata, il 33enne è stato condannato a 8 di reclusione: martedì pomeriggio è stato accompagnato all’aeroporto di Malpensa e imbarcato per Tirana.

Salvato dal matrimonio

Il secondo arresto è avvenuto sempre in paese, verso le 19.45. La pattuglia dei carabinieri, insospettita, ha deciso di controllare il conducente di un’Audi A5 in sosta nel piazzale del Centro 2000. Alla vista dei militari, l’indivuduo ha schiacciato sull’acceleratore e si è dato alla fuga lungo via Martiri della Libertà diretto verso il centro: inseguito, è stato raggiunto all’altezza della rotonda intersecante via Marconi e via Tien An Man.
Il giovane, identificato nel 32enne C.E., anch’esso albanese e da poco domiciliato a Roncadelle assieme a una ragazza italiana, mercoledì mattina è stato processato per direttissima e condannato alla pena di 18 mesi di reclusione con nulla osta all’espulsione. Il 32enne, tuttavia, non è stato rimpatriato dal momento che risultava sposato con la donna e quindi beneficiario della cittadinanza.

Leggi anche:  Sta male al centro commerciale: paura per una bambina

TORNA ALLA HOME PAGE