Domenica 8 dicembre l’Arci Dallò (in piazza Dallò) ospita la prima edizione del festival Transfemminista organizzato e promosso dal collettivo «Non una di meno», nodo del Lago di Garda. Titolo della manifestazione è «Immacolata sovversione».

Martina Pasini e Letizia Benedini del Collettivo

«Un pizzico di provocazione lo abbiamo voluto mettere nel titolo» fanno sapere Martina Pasini e Letizia Benedini, attiviste del nodo gardesano di «Non una di meno».  «Tuttavia – continuano le due relatrici che hanno tenuto a battesimo la conferenza stampa per presentare l’evento – i contenuti che proponiamo non hanno nulla di provocatorio. Abbiamo deciso di creare un festival (e già stiamo pensando alla seconda edizione), e non un incontro accademico ma i temi che tratteremo sono alcuni dei nodi centrali della nostra azione politica».

“Ni una menos”

Non una di meno – movimento che si ispira a “Ni una menos” nato in Argentina del 2015 – «con questo evento esce dal dibattito che fino ad oggi abbiamo proposto sulla salute riproduttiva. Con la giornata castiglionese proponiamo una riflessione sul tema del desiderio e del genere come costruzione sociale e politica». Dibattiti, laboratorio e discussioni ma anche divertimento con musica e momenti di condivisione.

Programma: laboratori, concerti, incontri, aperitivo

«Vogliamo immergerci in discorsi nuovi riguardanti il pensare il sesso, l’erotismo, il consenso, il nostro e l’altrui corpo. Non ci concederemo il lusso di avere pregiudizi nei confronti di nessuna pratica, travestimento, fantasia. Vogliamo indagare il nostro corpo per prendercene cura e le nostre relazioni per decostruire l’irregimentazione normante del patriarcato. Guardiamo a società dove le donne non siano quote rosa, ma soggetti attivi e partecipi». Marco Monici, vicepresidente del Dallò, sostiene il progetto e si dichiara «soddisfatto di questa collaborazione su temi così importanti e decisi come quelli dell’accogliere l’altro in tutti i suoi aspetti». Il programma prevede alle 10 un laboratorio di yoga intitolato «Tantra non binario» di e con Nita Keat (attivista e buffonx queer). Alle 15 è previsto il dibattito «Carla Lonzi. L’imprevisto clitorideo» con Daniela Pietta, dottoressa in Filosofia ed esperta in educazione alla sessualità. Alle 17 parte «Altre maschilità. Laboratorio sul desiderio (del) maschile» a cura del gruppo bolognese Smaschieramenti. Alle 18:30 reading «Altri.Immaginari» a cura del Collettivo Malatempora, con Nita Keat e alle 19:30 aperitivo con Dj set transfemminista by Marla’O. «Il femminismo ha esplorato il piacere della donna. Ci siamo esplorate, ci siamo descritte, ci siamo piaciute, ci siamo eccitate. Il transfemminismo ci apre oggi nuovi mondi, nuove esplorazioni, per un piacere che vuole liberarsi dal genere, dalle costrizioni, dal bigottismo, dalle auto-censure. Insomma, dal patriarcato».