Secondo il circolo Legambiente Basso Sebino urge la riapertura ai Tir del viadotto sulla sp510 fra Sulzano e Sale Marasino. Sulla litoranea c’è troppo inquinamento.

Viadotto sp510: per Legambiente urge la riapertura ai Tir

Resta chiuso ai Tir il transito sulla provinciale 510 per motivi di sicurezza legati al viadotto che sovrasta Sulzano. Ma per il circolo Legambiente Basso Sebino serve la riapertura urgente del traffico cosiddetto “pesante”, che sta intasando la litoranea con tutte le conseguenze del caso.

“Notevoli sono i disagi causati dai Tir che non possono usufruire del viadotto sulla 510 – ha dichiarato il presidente del circolo Legambiente Basso Sebino, Dario Balotta – Innanzitutto c’è un significativo aumento di traffico e di smog sulla litoranea che attraversa Marone, Sale Marasino e Sulzano. I sindaci hanno saputo del provvedimento della Provincia dalla stampa, un modo di gestire l’emergenza che ha messo in difficoltà le Amministrazioni nel rapporto con i cittadini”.

A Sulzano vibrano i muri delle case

Pm10 alle stelle nei centri dei paesi e traffico pericoloso non sono le uniche problematiche.  “A  Sulzano, nella strettoia di via Cesare Battisti, vibrano i muri e i vetri delle case – ha continuato Balotta – Chiediamo alla Provincia che venga rapidamente riaperto il viadotto e ripristinata la viabilità sulla tangenziale. Sono tanti gli interventi per la messa in sicurezza di ponti e gallerie in provincia, mentre le strade stanno subendo processi di sgretolamento che vanno arrestati. Per far fronte alla cronica carenza di risorse, si potrebbe attingere dal finanziamento per l’inutile autostrada della Valtrompia”.

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Nuovamente all’attacco contro l’autostrada Valtrompia

Sono circa 200 (con punte di circa 30 Tir all’ora) i transiti giornalieri di veicoli pesanti che si aggiungono al già sostenuto traffico locale sulla litoranea bresciana.

“La rete provinciale si sta sbriciolando e la priorità è quella di tenerla in sicurezza con robusti interventi manutentivi – ha concluso il circolo Basso Sebino – Con il cambio di guardia ai vertici Anas i tempi si allungheranno nuovamente: questa sarebbe un’occasione da cogliere per fermare il progetto dell’autostrada Valtrompia. Ciò  costituirebbe  una soluzione per i gravi problemi della rete del territorio. Data  la grave situazione tecnica e finanziaria in cui versa l’ex provincia, risulta impossibile  mantenere in efficienza e in sicurezza duemila chilometri di strade, 450 ponti e oltre 40 chilometri di gallerie. La Provincia si lamenta di essere senza risorse per gestire le strade, ma si ostina a sostenere un’opera che oggi sarebbe meglio rinviare. Con i 258 milioni di euro disponibili nelle casse dell’Anas sarebbe possibile affrontare le  emergenze”.

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