Trattamento dell’alluce valgo. Sono alcuni anni che il dottor Guido Carbone, medico chirurgo ortopedico, al lavoro presso la clinica S. Anna di Brescia, ha scelto di dedicare particolare impegno e attenzione alle problematiche del piede e dell’avanpiede.

Trattamento dell’alluce valgo, la metodica percurtanea

«Da quando in ortopedia è stata introdotta la nuova metodica percutanea mini-invasiva, una volta riscontrati sul campo i vantaggi che da essa derivano, ho deciso di approfondirla con la massima applicazione per tentare di risolvere nel modo più efficace possibile alcuni dei disturbi più diffusi tra i pazienti» ha detto lo specialista.

Efficacia delle nuove terapie chirurgiche

Per la cura dell’alluce valgo queste tecniche sono straordinariamente efficaci. «Ma ci sono anche tante altre patologie dell’avanpiede che possono essere risolte attraverso di esse – conferma il dottor Carbone – Il chirurgo però deciderà volta per volta, perché le tecniche mini-invasive possono essere utilizzate con profitto solo in situazioni selezionate. Tra le altre patologie su cui questi metodi operativi sono efficaci ci sono le dita a martello e le metatarsalgie più ricorrenti».

Benefici derivanti dalle metodiche mini-invasive

«La ripresa funzionale post-intervento è migliore e il danno ai tessuti intorno all’osso senz’altro ridotto rispetto alle tecniche tradizionali. Le incisioni sono praticamente invisibili: questo fa sì che la valenza estetica, rispetto al passato, sia straordinaria. Grazie alle nuove tecniche si ottengono buone correzioni delle deformità riducendo i tempi di recupero funzionale, attenuando il dolore post-operatorio e tornando a camminare il giorno stesso dell’intervento. Il recupero completo della funzionalità del piede svolgendo le proprie attività avviene in tempi più rapidi rispetto alle operazioni eseguite con tecniche tradizionali».

In cosa consiste l’alluce valgo e le sue cause

«Si tratta di una deviazione all’esterno del 1° dito del piede, cioè l’alluce, associata a una tumefazione spesso dolorosa in corrispondenza della testa del primo osso metatarsale chiamata volgarmente cipolla. Quest’ultima altro non è che una forma di borsite, cioè di infiammazione da sfregamento con la calzatura. Le sue cause sono molteplici e di tipo anatomo-funzionale. Nelle donne è molto più frequente in relazione anche alla calzatura che influenza la posizione dell´alluce. Esiste inoltre una evidente predisposizione ereditaria nell’insorgenza della malattia».

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I sintomi

«A seconda della gravità della forma, si passa da un quadro clinico senza sintomi significativi fino al persistere della tumefazione con dolore da infiammazione della già citata “cipolla” metatarsale. Peraltro s’incontrano difficoltà nell’indossare calzature che, nel tempo, spesso vengono deformate».

Trattamenti non chirurgici

«Certo che sì, i trattamenti non chirurgici sono molto numerosi. Sono i trattamenti conservativi che prevedono utilizzo di tutori di vari materiali utili per separare il primo dito dalle altre dita del piede» ha precisato il dottore. «Si devono associare calzature comode, ginnastica posturale e plantari ortopedici. Quando però questi trattamenti non sono sufficienti a correggere la situazione allora diventa necessario ricorrere alla chirurgia come abbiamo detto prima».

Trattamento dell'alluce valgo

Il dottor Guido Carbone, medico chirurgo ortopedico

Dopo l’intervento

«L’atto chirurgico non è sufficiente a garantire un buon risultato. Perché tutto si risolva positivamente ho constatato personalmente che la collaborazione del paziente è molto importante. La fase riabilitativa che segue l’intervento e l’uso di coretti presidi ortopedici (calzature idonee) è fondamentale per conservare la correzione eseguita e per  tornare a camminare liberamente».

Contatti

Per contattare il dottor Guido Carbone è sufficiente chiamare i numeri 393.33278751, oppure 335.6635217