Tante promesse di investimento ma situazione allo stallo per i due aeroporti che supportano il territorio del Garda cioe il Catullo di Verona e il d’Annunzio di Montichiari.

La Save, società che dal 2014 cogestisce i due scali insieme alla Catullo s.p.a, costretta a pagare 22 milioni di euro per i servizi ENAV su Montichiari, decide di prendersi tutto e di aumentare il proprio capitale surrettizio a monte di un investimento di soli 60 milioni di euro e senza una vera strategia di sviluppo futuro.

La suddetta decisione permetterà lo sviluppo continuo dello scalo di Venezia, con un investimento di 570 milioni di euro in 3 anni,  lasciando completamente al palo Verona e soprattutto Montichiari.

Serve una vera gara pubblica che assicuri trasparenza, legalità e un progetto futuro

«Questo dimostra come  il non essere andati in gara per la scelta del partner industriale con sottoscrizione di un piano investimenti, stia costando caro ai soci Veronesi della Catullo SpA» ha dichiarato Dario Balotta, presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazione Infrastrutture e Trasporti). «Il Ministro dei Trasporti deve normalizzare questa situazione. La strada maestra per uscire dal “cul de sac” dove si trovano il Catullo e Montichiari è quella di una gara pubblica per l’aumento di capitale e per l’affidamento della connessione. Solo così potranno venire allo scoperto importanti investitori che sono alla finestra a patto però che si faccia una vera gara che assicuri trasparenza e legalità».

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