Sequestrati cani e gatti a un’animalista.

Il sequestro

Nei giorni scorsi i militari del gruppo carabinieri forestali di Verona, su ordine del Gip di Verona Laura Donati, hanno sottoposto a sequestro preventivo 31 cani, 9 gatti e un canarino per il reato di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Animali che, alcune settimane or sono, erano stati rinvenuti segregati all’interno di un’abitazione isolata del Comune di Sona. L’abitazione era la residenza di Isabella Flores, volontaria animalista di origini abruzzesi che lo scorso dicembre aveva minacciato di togliersi la vita.

Animali tenuti nel degrado

Tutti gli animali, già sequestrati in quell’occasione su ordine del pm Maria Federica Ormanni, sono stati ritrovati rinchiusi all’interno delle stanze dell’edificio a due piani. Le condizioni di detenzione erano degradate dal punto di vista igienico-sanitario. Testimonianza del fatto che gli animali erano rinchiusi da tempo senza poter uscire.

I sopralluoghi della Polizia Giudiziaria

Nel mese di novembre erano già stati effettuati diversi sopralluoghi dalla Polizia Giudiziaria che aveva trovato l’abitazione sempre chiusa. Dalla casa proveniva un forte odore di deiezioni animali. Inoltre si sentivano i guaiti e dalla portafinestra si intravedevano animali in numero molto superiore a quello dei dieci cani intestati regolarmente alla volontaria. 

La scoperta

Lo stato in cui i militari hanno rinvenuto le stanze dell’abitazione, prive di riscaldamento, ingombre di rifiuti e sature di un’odore nauseabondo a causa delle innumerevoli feci, urine e vomito presenti sui pavimenti e sulle cucce destinate agli animali, a stretto contatto con il mangime sparso ovunque unitamente all’assenza di rifornimenti d’acqua, appare ancor più pregiudizievole per il benessere psicofisico degli animali sequestrati se relazionato al fatto che, almeno un terzo di essi, per lo più anziani o malati, proveniva da canili del sud, dai quali alcune volontarie li avevano fatti uscire con la speranza di un destino migliore con adozione in famiglia.

Purtroppo nessuno aveva controllato il sito di destinazione e le volontarie si erano affidate a poche foto postate dall’indagata sui social, che ritraevano alcuni degli animali sequestrati liberi nell’ampio giardino antistante l’abitazione, prato sul quale, secondo il proprietario dell’immobile che quotidianamente si recava in loco, solo in qualche occasione si erano visti due o tre cani aggirarsi liberi. 

Animali in attesa di affido

Gli animali, ospitati e accuditi, sin dai primi momenti, nel Canile Sanitario nonché nel Rifugio nell Gattile dell’Enpa di Verona, sono ora in attesa di affidi selezionati, a cura delle locali associazioni di tutela animale Lav ed Enpa. Sono in corso le indagini tese ad accertare la provenienza dei numerosi animali privi di microchip di identificazione o illegittimamente introdotti in Regione Veneto.

 

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