Scuola chiusa per neve ma è una bufala

Scuola chiusa per neve lunedì al Capirola. Ma si trattava di una bufala. E non ci sarebbe voluto molto per capirlo visto i pochi centimetri di neve che hanno imbiancato il paese. Non abbastanza per rendere inagibile l’istituto. Ma a confermare la notizia che è circolata tra gli studenti già domenica sera e che ne ha convinti molti a starsene a letto ci ha pensato uno strano avviso di chiusura che ha fatto il giro dei social e degli smartphone dei ragazzi. Da domenica sera, sono state diffuse in rete fotografie che rappresentavano il sito istituzionale della scuola con l’avviso di chiusura della scuola per «mal tempo».

La vicenda

«Si tratta chiaramente di un falso, una “fake news”, che ha generato confusione fra gli utenti e per questo gli autori del fatto sono perseguibili per legge per “procurato allarme” o reati simili, oltre ad avere pesanti sanzioni disciplinari se interni all’istituto» ha spiegato in una circolare la dirigente scolastica Ermelina Ravelli. «Si invitano gli utenti a verificare sempre le fonti prima di diffondere a propria volta ad altri “fake news”.  Il nostro sito non ha mai riportato tale notizia e ha sempre funzionato correttamente» ha concluso la preside. Un caso che ha portato lunedì ad avere molti banchi vuoti, circa il 20 per cento, nelle classi dell’istituto lenese. Ma si è verificato nella stessa modalità anche al «Pascal» di Manerbio. Segno anche di quanto il web e i social possano essere usati in modo scorretto: in pochi minuti qualcuno si è divertito a modificare la schermata del sito.  E poi rapida è stata la diffusione tramite Facebook e Whatsapp tra i ragazzi che ci sono cascati.  E non si sono fatti troppe domande sulla natura di tale comunicazione, non verificando sul sito la veridicità della notizia.

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Le parole della dirigente scolastica

«Stiamo indagando e prenderemo provvedimenti quando individueremo i responsabili. Il problema è l’educazione a cosa vuol dire diffondere certe notizie e quindi l’aspetto del reato eventualmente.  Non sanno che solo in sindaco può con un’ordinanza chiudere la scuola ma faceva comodo perché tanti avevano delle verifiche stare a casa. Molti genitori hanno mandato comunque i genitori a scuola alle 9 molti altri invece sono stati consenzienti – ha spiegato la Ravelli.  – Prima della punizione pensiamo ad un’informazione per tutti sull’utilizzo dei mezzi e la modifica di un sito istituzionale, che è un reato».