Caso Mercatone Uno. Dopo l’incontro al Mise e i presidi indetti dai sindacato, è stato indetto lo sblocco del Tfr per gli ex lavoratori. A commentare la notizia il sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi: “Ottima notizia, siamo al lavoro su cassa integrazione ed estensione fondo vittime mancati pagamenti”

Mercatone Uno

“Lo sblocco del Tfr da parte dell’Inps è un altro importante passo verso la protezione totale dei lavoratori di Mercatone Uno: al Ministero del Lavoro siamo all’opera sia per fare in modo che venga riconosciuta la cassa integrazione a tutti i dipendenti, sia, attraverso un emendamento al Decreto Crescita già annunciato dal Ministro Di Maio, per estendere a questi lavoratori il Fondo per le vittime di mancati pagamenti”. Così ha riferito il Sottosegretario Claudio Cominardi giudicando “molto positiva” la comunicazione ufficiale pubblicata da Inps il 14 giugno. Secondo Cominardi, per i 1.800 lavoratori travolti dal fallimento della società Shernon Holding (circa 320 in Lombardia, 19 nel punto di Castegnato, dove alcuni lavoratori stanno ultimando la domanda di presentazione del Tfr) si tratta “boccata d’aria”. La comunicazione di ieri consente alle articolazioni locali dell’Inps di accelerare l’erogazione del Tfr anche nell’ipotesi di cessione di azienda in procedura concorsuale.

Situazioni scottanti gestite da imprenditori spericolati

“Da Pernigotti a Whirlpool, da Treofan a Mercatone Uno: in pochi mesi come Governo e come Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico abbiamo dovuto gestire decine di situazioni scottanti, troppo spesso generate da imprenditori spericolati, attraverso operazioni opache e con modalità per nulla rispettose del mercato, del nostro Paese e di migliaia di lavoratori”. Questo il giudizio politico di Cominardi, che ha poi continuato. “Evidentemente negli anni passati tutto è stato fatto tranne che dotare il sistema economico e produttivo italiano di anticorpi contro i ‘prenditori di Stato’. La stretta sulle delocalizzazioni selvagge avviata al Decreto Dignità ma anche l’introduzione di misure in difesa del Made in Italy, che impediscono agli speculatori di delocalizzare i siti produttivi su cui si sono fondati i grandi marchi storici italiani, sono esattamente ciò che ci chiedevano lavoratori, imprenditori onesti e sindacati. Quella di Mercatone Uno insomma è l’ennesima partita che rende evidente chi sta sudando dietro le quinte per difendere il Paese e chi, invece, si limita a fare proclami e campagne elettorali permanenti”.

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