Sette interventi di difesa del suolo per un costo totale di 45 milioni di euro: e’ quanto prevede una delibera approvata oggi dalla Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, che approva e stanzia i fondi necessari a operare su sette situazioni a rischio del territorio lombardo, collegate in particolare ai nodi idraulici di Mantova (fiume Po), Brescia e Milano.

Gli interventi a Brescia

Gli interventi, che dovranno essere terminati entro i prossimi tre anni, verranno effettuati da Enti del Sistema regionale (Consorzi di bonifica, Parchi regionali) e dall’Agenzia interregionale per il fiume Po (AiPo).

Per quanto riguarda la provincia di Brescia due gli stanziamenti. Il primo di 2,4 milioni di euro al Consorzio di
bonifica Chiese, comune di Nuvolento, per un’area di laminazione lungo il torrente Rudone. L’intervento si inserisce nel sistema idraulico del Naviglio Grande Bresciano a difesa del centro abitato di Nuvolento. E’ prevista la costruzione di una vasca di laminazione a monte dell’abitato.

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Il secondo di 2,2 mln di euro, comune di Botticino, al Consorzio di bonifica Chiese per due vasche di laminazione atte a mitigare eventuali allagamenti causati dal torrente Rino-Musia. Il progetto definitivo, gia’ predisposto con fondi regionali, prevede le vasche una a monte e una a valle della localita’

“Opere strutturali fondamentali”

“Ancora una volta Regione Lombardia dimostra la sua attenzione e il suo impegno nella salvaguardia del proprio territorio e per l’incolumità delle popolazioni, concretizzando le politiche di prevenzione del rischio idraulico e mettendo a disposizione consistenti finanziamenti – ha commentato Foroni – Si tratta di sette opere strutturali di fondamentale importanza, che abbiamo individuato come prioritarie in base all’intensità e alla ricorrenza dei fenomeni di esondazione oltreche’ alla rilevanza dei beni a rischio, e che attendevano da troppo tempo un finanziamento nazionale piu’ volte annunciato ma non ancora attivato dal ministero dell’Ambiente. Ora, grazie anche alla disponibilita’ degli enti attuatori, i lavori partiranno al più presto”.