100 leve è un’azione nata nell’ambitodi Brescia città del noi, uno dei progetti della seconda edizione del bando “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo che nel Comune di Brescia ha l’obiettivo di innovare in chiave comunitaria e partecipata le tradizionali aree dei servizi sociali provando ad attuare una vera e propria trasformazione politica e sociale della città.

Ogni anno il welfare di Brescia accoglie e fa crescere 100 leve

100 leve è rivolta a persone fuori dal mondo del lavoro, soprattutto giovani, che prevede l’offerta di tirocini da parte della pubblica amministrazione e del mondo del terzo settore cittadino, per offrire servizi alla città e ai cittadini e opportunità di protagonismo ai partecipanti nella costruzione del welfare di comunità.

Per i partecipanti è un’opportunità di crescita e messa in gioco delle proprie competenze. Per il non-profit è una straordinaria occasione per coinvolgere nelle proprie attività nuove persone, a volte anche molto qualificate. Fra loro infatti ci sono professionisti temporaneamente inattivi e che hanno voglia di reinventarsi e neolaureati. 100 leve può considerarsi un progetto educativo che accompagna i giovani nei loro percorsi di maturazione e i non più giovani nella ricerca di occasioni inclusive, e allo stesso tempo sollecita il territorio, chiedendo al terzo settore e all’ente locale di rendersi disponibili ad accogliere i tirocinanti in un modello di reciproco scambio. La peculiarità di 100 leve risiede anche nell’organizzazione di un servizio che mette a disposizione di partner del privato sociale e dell’ente comunale stesso, tirocinanti che possono essere inseriti in diversi settori (sociale, culturale, educativo), accompagnati da azioni di assessment e tutoraggio dell’esperienza. Inoltre si chiede alle organizzazioni di costruire un percorso che possa contribuire ad una futura ricaduta occupazionale per le persone tirocinanti; ai tutor sono proposti momenti di formazione comune, per condividere metodi e sguardi nei percorsi dei giovani.

Il progetto dal 2014 a oggi

100 leve è partito in via sperimentale nel 2014 e, aperto inizialmente solo ai giovani under 30, successivamente si è esteso anche a fasce di età superiore, diventando a tutti gli effetti una misura non solo educativa e formativa, ma anche di attivazione in ambito lavorativo. Negli anni, accanto alla crescita di richieste, sono aumentate anche le realtà del terzo settore che hanno offerto delle posizioni di tirocinio; alcune, più strutturate, ne hanno messe a disposizione fino a tre. Fra loro cooperative sociali che si occupano di educazione, arte, bambini in difficoltà, persone senza fissa dimora, migranti persone con disabilità, ma anche circoli di pensionati, associazioni sportive e culturali.

Ogni anno le candidature superano le posizioni a disposizione, per questo una commissione si occupa di formare delle graduatorie e soprattutto di abbinare i candidati con le offerte degli enti. A tal fine vengono effettuati percorsi di assessment per fare meglio emergere le caratteristiche ed esperienze dei candidati e favorire il matching con gli enti ospitanti.

Il progetto negli ultimi anni ha avuto molto successo in città e quest’anno è arrivato a ricevere 272 richieste di partecipazione su 100 posti disponibili; le domande si sono concentrate per di più nell’area sociale, oltre la metà provenienti da under 30.

Pur nata secondo obiettivi maggiormente legati all’attivazione e formazione dei giovani nel mondo del non profit, grazie all’opportunità offerta di sviluppare competenze spendibili nel mondo del lavoro, negli anni si è riscontrato che in media il 40% delle persone, dopo questa esperienza di “leva” trovano un impiego: alcune vengono assunte dopo il tirocinio, altre si attivano per trovare un altro lavoro.

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I tirocini realizzati

A oggi sono 275 i tirocini realizzati grazie a 100 Leve, quelli dell’edizione di quest’anno sono ancora in corso.

L’esperienza di Francesco Lai

Come quello di Francesco Lai, 22 anni, laureando in filosofia, faceva già il volontario con gli anziani quando ha conosciuto tramite i giornali il progetto 100 leve e ha deciso di fare richiesta nel settore cultura, per provare a sperimentarsi su diversi ambiti.

“Ho iniziato un tirocinio in una realtà del terzo settore che lavora con gli anziani – ha raccontato il giovane – Mi occupo di consegnare gli alimenti invenduti che la Coop mette a disposizione, di organizzazione di eventi, della creazione del sito e della gestione della pagina fb; ma mi è capitato di occuparmi anche della parte amministrativa. Abbiamo inoltre creato un angolo lettura con libri portati dai nostri volontari; e stiamo pensando a un percorso di alfabetizzazione per gli stranieri che ruotano intorno al centro per anziani”.

Il suo tirocinio è cominciato lo scorso marzo. Ha messo a disposizione l’esperienza liceale e gli studi di sociologia, pedagogia, psicologia, ma anche le competenze universitarie con la specializzazione in filosofia per bambini e anziani. L’esperienza di 100 leve gli ha permesso di passare dalla teoria alla pratica. “Quando ero volontario facevo saltuariamente solo qualche ora, con il tirocinio sono impegnato anche 20/25 ore a settimana, mi sento molto più responsabile e ho imparato cosa sia l’empatia”, ha concluso.

Francesco sta ancora studiando e il tirocinio non è quindi un’esperienza finalizzata a un’assunzione, ma è un percorso molto importante da un punto di vista professionale e umano.

La storia di Debora Barone

Diversa è la storia di Debora Barone, 50 anni, impiegata per diversi anni nel settore amministrativo di un’azienda privata. Era disoccupata da tre quando ha scoperto su internet l’azione 100 leve. Ha fatto richiesta per il settore amministrativo e da marzo è impegnata in un tirocinio che durerà un anno presso l’assessorato alle politiche giovanili e allo sport del Comune di Brescia. “Sto imparando come lavorano i comuni, come si partecipa ai bandi, come ci si siede intorno a un tavolo per far nascere dei progetti.”, ha spiegato. Stanno crescendo le sue competenze legali e grazie a 100 leve ha anche frequentato un corso di comunicazione interculturale e interpersonale. Non sa ancora se il suo tirocinio si trasformerà in assunzione ma si sente cambiata e pronta ad aprirsi a nuovi lavori.

“Mi si è aperto un mondo. Adesso vivo la città e mi sembra di capirla meglio. Per fare un esempio banale, prima d’ora non avevo mai preso la metropolitana e ora non posso farne a meno”, ha concluso.

Con 100 leve le competenze dei giovani continuano a crescere insieme al welfare cittadino di Brescia.

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