I militari del Nucleo operativo ecologico, appurato il superamento dei limiti di tollerabilità -hanno segnalato alla Procura della Repubblica l’Amministratore Unico dell’azienda di trattamento fanghi,   per il reato di “getto pericoloso di cose” in relazione alle molestie arrecate alle persone, pur essendo derivanti dal normale processo aziendale.

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Brescia

Ad esito di numerose segnalazioni pervenute sia da cittadini che dalla Amministrazione Comunale inerenti forti odori acri percepibili nei dintorni del Comune di Calcinato, i carabinieri del Noe nei giorni scorsi hanno effettuato una mirata serie di accertamenti.

Conferma degli odori

In particolare i militari hanno, in una prima fase, verificato direttamente – da varie postazioni ed in una fascia oraria che va dalle ore 05.30 alle 14.00 – l’entità degli odori rappresentati, riscontrando di fatto che gli stessi sono effettivamente, specie nelle ore meno calde della giornata, definibili come superiori ai limiti di tollerabilità.

Ispezione nell’azienda finita su Rai tre

Successivamente, individuata la possibile fonte delle emissioni moleste, i Carabinieri del NOE di Brescia hanno effettuato un accesso ispettivo presso l’ azienda operante nel settore del recupero rifiuti speciali non pericolosi finalizzato alla produzione di correttivo calcico-magnesiaco, (gesso di defecazione da fanghi) nonchè smaltimento, tramite depurazione, della frazione liquida decadente dall’attività di recupero. L’unica infrazione rilevata infatti riguarda la separazione tra lo stoccaggio delle materie prime ed i rifiuti, circostanza che non impatta in alcun modo con le emissioni odorigene. Essendo tuttavia emerso, da quanto personalmente appurato dai militari, il superamento dei limiti di tollerabilità (che il Comitato cittadini segnala da più di 10 anni) – attualmente non sono previsti specifici valori soglia per le immissioni olfattive che non rientrano nell’ambito della disciplina dell’inquinamento atmosferico – l’Amministratore Unico dell’azienda è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Brescia per il reato di “getto pericoloso di cose” in relazione alle molestie arrecate alle persone, pur essendo derivanti dal normale processo aziendale.

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Marika Marenghi

 

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