«Notre Dame: storia di un gobbo» è il titolo del nuovo spettacolo teatrale che domenica 12 maggio alle 20:45 verrà messo in scena dalla Nuova Compagnia del Piccolo Teatro Rustico della Parrocchia San Nicola da Bari di Gardone Riviera nella palestra comunale. La regia è firmata da Elisa Zane.

In scena ventidue giovani interpreti

La compagnia attualmente vede in scena ventidue ragazzi: Claudia Arrighi, Martina Bargellesi, Sofia Bedussi, Stefano Bellini, Gaia Bendinoni, Nicole Bonzanini, Enrico e Martina Citroni, Giulia Damiani, Annalaura Franchini, Andrea Maffei, Francesco Manni, Marta Poli, Samuele Schioppa, Emma e Tommaso Scudeletti,Valentina Tassi, Francesca e Laura Tinti, Martha Uggeri,Carlotta Valente, Silvia Viotti.

La fascia d’età va indicativamente dagli 11 ai 20 anni, i ragazzi più grandi che restano in compagnia assumono un ruolo sempre più partecipato intestandosi alcune responsabilità organizzative. Da segnalare che quest’anno è un anno di transizione in cui tanti piccoli attori si stanno preparando al salto verso ruoli più complessi ed articolari.

Perché la scelta di Notre Dame?

«La scelta di questo spettacolo nasce anni fa ma di fatto solo quest’anno, io e Sara Viotti che con me dirige la compagnia, abbiamo reputato i ragazzi pronti per sperimentarsi con questa tipologia di ruoli. La preferenza è ricaduta su questo testo in quanto si colloca nella filiera di narrazione degli “ultimi” che ha caratterizzato gli spettacoli degli anni precedenti, vogliamo far riflettere il pubblico e soprattutto i ragazzi che compiono il percorso teatrale su tematiche quali l’emarginazione sociale, l’esclusione e sull’opinabile concetto di normalità.  Questo spettacolo è caratterizzato da ruoli riflessivi e personaggi brillanti, nonché per la prima volta nella storia della nostra compagnia, da un cattivo isolato e solitario» ha spiegato la regista.

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In scena un lavoro durato mesi

«Le prove sono cominciate già dal luglio 2018 perché durante l’anno si è aggiunto nella compagnia un nuovo membro, infatti a dicembre è arrivata la piccola Vittoria, ora mascotte della compagnia, figlia della coreografa Silvia Viotti.

La filosofia della compagnia è quella di cercare di innalzare l’asticella della complessità di anno in anno, indubbiamente questo spettacolo è stato sfidante proprio per la sua collocazione come momento di passaggio per la compagnia stessa; tanti ragazzi “grandi” sono giunti a maturazione confrontandosi con ruoli complessi e al massimo delle loro potenzialità, così come molti “piccoli” si stanno affacciando con entusiasmo e passione a una nuova fase all’interno della compagnia che li vedrà sempre più protagonisti negli anni a venire. La volontà comune resta quella di condividere un’esperienza di crescita principalmente umana oltre che artistica» ha chiosato la regista.

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