Manerbio apre le porte alle bambole di Irene Iampieri. La mostra verrà inaugurata domenica 9 dicembre alle 17: fino al 6 gennaio, negli orari di apertura degli uffici comunali, sarà possibile ammirare decine di bambole italiane prodotte da ditte ormai scomparse.

Bambole in mostra

Con l’approssimarsi del 13 dicembre, il giorno più atteso dai bambini, la collezionista di bambole Irene Iampieri esporrà nel salone di rappresentanza del municipio una parte della sua collezione composta da circa 400 esemplari.  Dal 9 dicembre al 6 gennaio si potranno ammirare  bambole italiane prodotte da ditte ormai scomparse. Tra queste ditte spicca la famosissima Furga di Canneto sull’Oglio: i rappresentati dell’omonimo museo, durante l’inaugurazione, presenteranno la storia della fabbrica che dal 1870 al 1993 ha prodotto i giocattoli più ambiti dai bambini italiani.

Un viaggio nella storia

Le bambole in esposizione rappresentano un vasto assortimento che va da quelle prodotte a mano, particolarmente comuni nel secolo scorso, in un paese come l’Italia ancora giovane e povero, e dalle prime produzioni industriali. Gli scultori come Fulgido Arpaia e Gioconda Velluti si ispirarono per i loro calchi a bambini realmente esistiti, seguendo forse canoni di bellezza ormai superati. Infatti, se con le bambole si gioca, la tecnica per realizzare le bambole non è affatto un gioco, ma una vera impresa che unisce più professionalità; scultori, stilisti e decoratori in grado di dare forma a oggetti, che per gli adulti avevano una funzione pedagogica e addestrativa, ma nelle mani dei bambini diventavano magici.

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Sul filo della cultura

“Siamo molto contenti di poter ospitare a Palazzo Luzzago questa mostra”, – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Fabrizio Bosio – Ci permette di continuare un percorso cominciato nei mesi scorsi. Aprendo l’esposizione sul Giocattolo antico, che è stata ospitata nel rinnovato bocciodromo, abbiamo voluto promuovere un momento di riscoperta delle nostre radici. I giocattoli riflettono la società in cui vengono prodotti ed usati, e ci raccontano molto. Permettono di riconoscersi agli adulti, che rivivono attraverso di loro i ricordi della loro infanzia, e ai ragazzi aiutano a capire come sia cambiato il modo di giocare e gli strumenti per diversi nel corso delle generazioni. Non solo: da il senso di quanto siano fortunati i bambini di oggi nell’avere una così vasta offerta tra cui scegliere. Grazie alla disponibilità di Ierene Iampieri potremmo contestualizzare lo stesso percorso nel mondo delle bambole, Non mancando di parlare di un pezzo importante di storia dell’industria e della creatività italiana, rappresentato dalla Furga”.

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