Maltempo: i fiumi fanno paura, ecco le situazioni dell’Adda e del Po.

I fiumi fanno paura

A Morengo e a Cologno la corrente viene e va a intermittenza da questa mattina, a Verona e Crema le scuole sono state chiuse per precauzione, mentre a Fara l’intera area del parco è stata transennata perché la piena dell’Adda sta sfiorando la passerella. La piena di Serio e Adda fa paura e cominciano a farsi sentire i disagi del maltempo anche nella Bassa bergamasca e nel Cremasco, mentre la Protezione civile ha emanato l’allerta su tutto il territorio.

Impressionanti le immagini da Serio e dall’Adda. Tra Bariano e Romano il fiume Serio prende naturalmente un corso torrentizio, aprendosi nella pianura in tanti rigagnoli spesso praticamente asciutti. Oggi appare come un’enorme distesa di acqua che lambisce le sponde più lontane. Ha invaso diverse aree boscate, ancora da quantificare gli eventuali danni alla vegetazione e alle sponde. In diversi tratti la pista ciclabile era già stata “mangiata” dalla corrente nelle passate piene ed è in corso un progetto a sei zeri per mantenerle in sicurezza, soprattutto nel tratto martinenghese. Poco più a valle, a Mozzanica, ieri sera il livello dell’acqua era di poche decine di centimetri sotto il livello del ponte.

Adda, chiusa la passerella

La passerella sull’Adda di Fara, meta ogni domenica di migliaia di visitatori che percorrono la passeggiata verso Groppello, è stata chiusa dal Comune per motivi di sicurezza. L’acqua e il fango arrivano a pochi centimetri dal ponte. Anche il ponte di Canonica comincia a fare paura: l’acqua ha già invaso le sponde ed è a circa un metro e mezzo al di sotto del piano stradale. Ecco qualche immagine della Bassa come forse non l’avete mai vista.

Il Po

Il livello idrometrico del fiume Po è già salito di oltre 2,5 metri nelle ultime 24 ore per effetto delle intense precipitazioni che hanno accompagnato la nuova ondata di maltempo. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti nella mattina del 29 ottobre al Ponte della Becca. Lo stato del principale fiume italiano è significativo – sottolinea la Coldiretti – delle difficoltà in cui si trovano anche altri fiumi e torrenti lungo la Penisola, a partire dall’Adige al Brenta ma anche i corsi d’acqua minori dove è alto il livello di attenzione nelle campagne lungo gli argini per il rischio di esondazioni e allagamenti.

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Clima sempre più tropicale

Il maltempo – continua la Coldiretti – si abbatte sull’Italia in un autunno secco in cui a settembre sono cadute addirittura il 61% in meno di precipitazioni rispetto alla media storica, con i terreni secchi che amplificano il rischio idrogeologico. A preoccupare – precisa la Coldiretti – sono anche gli effetti sulle coltivazioni agricole nelle campagne dove dall’inizio dell’anno si contano perdite superiori ai 600 milioni di euro a causa degli eventi estremi, tra nubifragi, bombe d’acqua, grandinate, trombe d’aria e violenti temporali che hanno colpito a macchia di leopardo la Penisola.

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Andamento anomalo

Sono infatti in fase di raccolta dai kaki ai kiwi fino alle ultime mele ma a rischio in alcune zone – continua la Coldiretti – anche la raccolta delle olive appena iniziata e la vendemmia giunta ormai alla fine, oltre che le verdure. L’andamento anomalo di quest’anno conferma la tendenza alla tropicalizzazione del clima per effetto dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano – conclude la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo.