Il campione è morto. Felice Gimondi, uno dei più grandi campioni italiani di ciclismo, bergamasco, è morto questa sera a Giardini Naxos in Sicilia, dove si trovava per un periodo di vacanza. Nato il 29 settembre 1942, aveva 76 anni.

Malore al mare in Sicilia, il ciclismo piange Felice Gimondi

Era nato a Sedrina e viveva ad Almé. In questi giorni si trovava in vacanza in Sicilia con la moglie. Ha avuto un malore a Giardini Naxos e non c’è stato nulla da fare. Felice Gimondi è morto a poco più di un mese dalla 19esima edizione della Gimondi Bike, in programma per il 28 e il 29 settembre con un tracciato che si snoda, come da tradizione, tra Iseo e la Franciacorta. La gara era stata ideata da Gimondi e dall’amico iseano Vigo Nulli.

La vita e la carriera

Felice Gimondi è stato un gigante del ciclismo mondiale e uno dei protagonisti di questo sport, che probabilmente è così popolare in bergamasca anche grazie a lui. È uno dei sette corridori  ad aver vinto tutti e tre i grandi Giri: Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta. Fu campione del giro nel 1967, 1969 e 1976, vinse il Tour  nel 1965  e la Vuelta spagnola tre anni dopo.  Vinse anche una Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia.

Era stato a Iseo in occasione di un evento organizzato per l’arrivo di tappa del Giro d’Italia del 2018: alla Nulli era infatti stata inaugurata alla sua presenza “Pistard”, statua dello scultore Armando Riva.

Il cordoglio dello staff della Gimondibike

“Con immensa tristezza l’organizzazione della GimondiBike apprende che il nostro grande campione, figura simbolo di questo evento, del territorio su cui è nata e ha avuto vita, e dello sport italiano, è scattato per l’ultima fuga – hanno commentato dallo staff della Gimondibike in una nota – Quando scompare un gigante, il vuoto che rimane non può che essere immenso. Noi, insieme a tutti coloro che hanno amato Felice ed il ciclismo, proveremo a riempirlo con il ricordo di quello che Felice ha rappresentato come campione del ciclismo e come uomo. Il nostro pensiero e cordoglio va alla moglie Tiziana, alle figlie Norma e Federica, e a tutte le persone che a Felice hanno voluto bene. Come bene, e molto, gliene abbiamo voluto noi”.

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Il presidente Fontana: “Ci lascia un monumento”

“Ci lascia un monumento dello sport italiano – questo il ricordo del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, esprimendo il cordoglio dell’intera Giunta – Un campionissimo del ciclismo che ha esaltato la mia generazione con imprese uniche. Un atleta che sulla bicicletta esprimeva tutta la caparbieta’ e la voglia di arrivare dei bergamaschi e piu’ in generale dei lombardi. Che riposi in pace. Mi piace pensare che lassu’ abbia gia’ incontrato Coppi, Bartali e tutti gli altri campioni che hanno scritto la storia del ciclismo”.

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