E’ di 45 giorni il tempo di attesa medio per una visita ambulatoriale in Lombardia. E’ quanto emerge dalla ‘missione valutativa’ condotta dall’istituto regionale Polis e presentata oggi in Regione.

I tempi di attesa bresciani

Brescia, rispetto ad altre Ats, si assesta sotto la media per il tempo di attesa: 37 giorni contro i 46 di Bergamo e i 45 della media regionale.

Certo è che 37 giorni di media e 31 minimi di attesa per una visita non sono pochi.

Liste di attesa nella sanità

I dati si riferiscono al periodo 2016/17 e sono stati raccolti a inizio 2018 dalle 8 Agenzie territoriali per la salute (Ats) dalle Aziende socio sanitarie territoriali (Asst). Per le prestazioni strumentali i tempi più lunghi sono per l’ecografia (59 giorni), una tomografia computerizzata (39 giorni), una risonanza magnetica (24 giorni) e una radiografia (15 giorni). Per le mammografie si attende di più per la monolaterale (124 giorni) e per la bilaterale (101 giorni).

Il problema

Quello delle liste d’attesa, afferma la ricerca, è diventato uno dei problemi più rilevanti per tutti i sistemi sanitari avanzati. I motivi che concorrono a creare questa situazione sono diversi: l’aumento dell’età dei pazienti e quindi della domanda dei servizi; il miglioramento tecnologico per analisi e diagnosi; il comportamento dell’utenza che a volte crea disfunzioni, ad esempio quando la persona prenota ma poi non si presenta e non informa l’erogatore oppure effettua prenotazioni multiple senza comunicare la scelta della sede definitiva; richieste inappropriate determinate sia da prescrittori che dall’utenza; alcune particolari situazioni di carenze organizzative.

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I Dati

La missione valutativa sui tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali si basa su dati 2016-2017 raccolti a inizio 2018, quando sono state effettuate anche le interviste alle direzioni generali delle otto ATS, Agenzie Territoriali per la Salute, e alle direzioni generali delle ASST, Aziende Socio Sanitarie Territoriali. Solo nel 2017 le prestazioni erogate in Lombardia sono state quasi 160 milioni, con un aumento di 1 milione e 400 mila rispetto all’anno precedente, con differenze territoriali di rilievo, per esempio sono state registrate 16,67 prestazioni per abitante nel pavese e 11,44 nella bergamasca.

Il rispetto della soglia regionale

Le norme regionali prevedono che i tempi massimi debbano essere rispettati da ciascuna struttura sanitaria almeno nel 95% dei casi. I dati della missione valutativa evidenziano che quest’obbligo viene rispettato complessivamente nel 93% delle prestazioni ambulatoriali soggette a monitoraggio e nel 85% dei casi per le prestazioni con tempi di prescrizione più brevi, fino a 60 giorni.