Una tragica “sequenza di eventi che non ha carattere epidemico, ma si configura come una successione di
casi sporadici non correlati fra loro né dal punto di vista clinico né da quello epidemiologico”. Le conclusioni della Commissione d’inchiesta escludono che i casi di neonati morti al Civile di alcuni mesi fa fossero collegati

L’indagine

Le conclusioni sono state sottoscritte dalla Commissione di verifica regionale istituita dal direttore generale dell’Ats di Brescia, Claudio Sileo, su mandato della Regione Lombardia per fare luce sui decessi di neonati avvenuti a inizio anno nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale dei Bambini dell’Asst Spedali Civili di Brescia.
A darne notizia è l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, illustrando l’esito delle “accurate e approfondite
analisi degli esperti”. Una documentazione  che sarà trasmessa all’autorità giudiziaria nell’ottica di una positiva e
trasparente collaborazione. “Ci siamo trovati di fronte a questi drammatici eventi e il mio pensiero è stato da subito rivolto alle famiglie dei bambini nati prematuri o con patologie gravi congenite, e purtroppo deceduti – ha rimarcato l’assessore –  Era tuttavia necessario fare chiarezza e valutare la situazione con un team specializzato e multi professionale. I commissari hanno acquisito le cartelle cliniche e tutta la documentazione necessaria. Dall’analisi
emerge in modo evidente che l’iter diagnostico terapeutico messo in atto sia stato corretto e adeguato. Questo conferma la validità e le capacità d’azione anche di fronte all’emergenza dei professionisti e degli operatori dell’Asst di Brescia”.

Le conclusioni

“In particolare, la Commissione ha evidenziato che ogni qualvolta i neonati prematuri hanno presentato segni o
sintomi suggestivi di mutamento del quadro clinico sono state adottate scelte diagnostiche e terapeutiche appropriate e tempestive”, ha commentato Claudio Sileo. L’esame delle procedure ha sancito la “consolidata attitudine al monitoraggio degli indicatori correlato alle pratiche igienico assistenziali”.  I commissari hanno poi sottolineato che “di tutti i decessi infantili nel primo anno di vita, il 75% delle morti avviene in epoca neonatale prevalentemente a causa di prematurità e anomalie congenite”. Le analisi degli esperti sono state altresì contestualizzate in un quadro statistico internazionale, la cui letteratura evidenzia l’alto tasso di mortalità per i nati
prematuri sotto la 27 esima settimana.

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Ma non bisogna abbassare la guardia

“Un indice che ha portato al 35% dei decessi per i nati alla 26esima settimana nel 2018 e al 50% l’anno precedente – ha chiosato Gallera – Abbiamo letto con attenzione la relazione conclusiva della Commissione e, benché non abbia evidenziato anomalie procedurali da parte dei professionisti di Brescia, non possiamo e non dobbiamo abbassare
la guardia. Continueremo ad investire nell’innovazione e nella formazione degli operatori affinché in ogni ospedale e in qualsiasi situazione, ogni paziente anche in circostanze estreme, possa contare su una speranza in più”.

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