Tra i più grandi mali del nostro secolo ci sono loro le microplastiche. Quasi impossibile è la loro gestione nelle acque. Le cause?Facile, si tratta per lo più di particelle di plastica inferiore ai 5 millimetri, che possono quindi attraversare con facilità i filtri delle acque reflue, rendendo impossibile il loro recupero una volta in acqua.

Una montagna di gomma

Esistono delle zone nel lago di Iseo in cui avvengono dei veri accumuli di plastica e rifiuti di ogni genere. Questo a causa della morfologia della superficie del lago e per via delle correnti. Sono tonnellate di scarti di lavorazione della gomma, quelli che sono stati scoperti dai North Central Divers durante alcune immersioni.

“Una collina che va dai 30 ai 65 metri, di ritagli lavorazione gomma – hanno detto i sub – le montagne sono posizionate in punti che corrispondono ad un accesso della vecchia litoranea, quindi scaricati molti anni fa”.

Sul lago bergamasco, soprattutto, verso Sarnico, ci sono sempre state molte aziende che producono O-ring ed altri particolari. Una valle della gomma che tra il 1985 e il 1990 aveva trovato ipoteticamente un sistema per smaltire a costo zero la lavorazione.

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La fauna a rischio

Ora però se ne pagano le conseguenze. Il lago di Iseo è estremamente inquinato, un luogo poco sicuro anche per la fauna che gira intorno ad esso.

“Non solo quella ittica – ha commentato il gruppo sub – ma anche crostacei, molluschi e uccelli. Tutti questi organismi che sono alimento fondamentale per le altre specie, assorbendo la microplastica subiscono un immediato senso di sazietà che li induce a non alimentarsi, andando incontro alla morte e danneggiando così tutta la catena alimentare”.

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