Per il suo compleanno aveva deciso di regalarsi una bicicletta da 10mila euro. Un regalo “salvato” dai carabinieri che sono riusciti a neutralizzare  i ladri che, il giorno dopo l’auto dono, gli avevano sottratto la preziosa due ruote

I ladri di biciclette

L’intervento dei Carabinieri è scattato questa notte. In uscita dallo svincolo di Lugana di Sirmione sulla tangenziale, un equipaggio del Nucleo Radiomobile di Desenzano del Garda ha incrociato a bassa velocità un’autovettura dello stesso tipo di quella usata da autori di furti. A questo punto il capo equipaggio ha acceso il faro illuminando gli occupanti e ha intimato l’alt per procedere al controllo. Gli occupanti, invece di fermarsi acceleravano dandosi alla fuga, prontamente inseguiti dai carabinieri, per un tratto di qualche chilometro. La corsa dei fuggitivi
è terminata  quando il conducente, dopo aver guadagnato velocità in un tratto rettilineo, ha perso infine il controllo del suo veicolo, andando a collidere con il rialzo di un marciapiedi. Resa inutilizzabile dall’impatto, l’auto è stata abbandonata e i suoi due occupanti hanno proseguito a piedi la fuga per i prati circostanti, inseguiti dai Carabinieri (nel frattempo erano giunti altri due equipaggi a supporto) e dalla Polizia di Stato. A bordo dell’autovettura sono state rinvenute tre biciclette del valore di 20mila euro ed il passaporto del passeggero, la cui foto permetteva il suo riconoscimento da parte dell’equipaggio del Nucleo Radiomobile nonché indirizzare le ricerche e l’identificazione dell’autista. Le indagini successive hanno consentito di risalire ai proprietari delle costose biciclette, rubate poco prima: una famiglia di
cittadini tedeschi in vacanza sul lago. In particolare la più costosa delle tre, una COLNAGO C60 da 10.000 euro, era stata acquistata proprio domenica quale regalo di compleanno. Per i due moldavi, non ancora ventenni, che trasportavano le biciclette rubate e che nella fuga hanno
tentato di mandare fuori strada i carabinieri che li affiancavano, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia oltre che per ricettazione anche per resistenza a pubblico ufficiale.

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