La dislessia in una tesina: Aurora si racconta per aiutare gli altri. La giovane clarense ha portato l’argomento che la riguarda in prima persona.

La dislessia di Aurora

Leonardo Da Vinci, Albert Einstein, Galileo Galilei, Charles Darwin, Isaac Newton e Guglielmo Marconi, Giulio Cesare, Napoleone Bonaparte, Winston Churchill, Michelangelo, Walt Disney, Mozart e Beethoven, ma anche Hans Christian Andersen, Victor Hugo e Agatha Christie. Scienziati, musicisti, scrittori, politici e artisti, ma come loro ce ne sono tanti altri ancora. Cosa hanno in comune? La dislessia. Ma questo non li ha mai fermati. Così come non l’ha fatto con Aurora Ramera, classe 2005, che ha dedicato la tesina del suo esame di terza media all’argomento. La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento di natura neurobiologica, non è una malattia, ma una caratteristica. Ed è molto specifica: interessa le abilità di lettura, scrittura e calcolo, ma lo fa lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Il dislessico può leggere e scrivere, può fare tutto, ma impegnando al massimo le sue capacità ed energie, non in maniera autonoma come accade per tutti gli altri. E questo non significa che abbia un deficit d’intelligenza anzi, può averne nella norma o anche superiore. Nello specifico, Aurora è discalcula, dislessica e distortografica. Lo ha scoperto alle elementari, grazie ad insegnanti attente e preparate.

Il racconto in prima persona

“Durante i primi anni delle elementari ho avuto molte difficoltà: non imparavo l’alfabeto, non sapevo né leggere e né scrivere. Incontravo grandissime difficoltà nel voler esprimere un concetto oralmente e il mio incubo erano le tabelline. Sono stata fortunata perché ho avuto delle maestre che hanno segnalato subito questo disturbo ai miei genitori”, ha spiegato la clarense.  Nella tesina, la clarense ha poi raccontato come tutta la famiglia ha iniziato a documentarsi e a partecipare agli incontri organizzati dall’Associazione Italiana Dislessia di Brescia. Lettura vocale, mappe concettuali e sistemi di scrittura informatica, oggi è tutto più semplice e la tecnologia ha sicuramente aiutato Aurora, ma le difficoltà sono state tante: il percorso è sempre stato tortuoso anche se lei non si è mai arresa. “Alle medie mi è stato permesso di utilizzare il computer e la calcolatrice come mezzi compensativi e grazie a questo sono rinata – ha aggiunto – Ho ritrovato la fiducia perché per me era un paradosso essere una dislessica a cui piace studiare. Ho trovato insegnanti preparati che mi hanno aiutata e ho guadagnato tanta autostima. In futuro mi piacerebbe aiutare i ragazzi con Dsa, facendo degli incontri per far conoscere tutti i metodi compensativi che mi sono stati d’aiuto negli anni scolastici e, perché no, mi piacerebbe scrivere un libro raccontando la mia storia”, ha aggiunto.

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Fondamentali gli insegnanti e la famiglia

Accanto a lei in tutto il percorso c’è sempre stata la famiglia, mamma Francesca, papà Dario e la sorella Elisa. Non l’hanno mai lasciata sola e l’hanno aiutata, spiegandole anche quanto una semplice sufficienza portata a casa valesse più di qualsiasi altra cosa. “Abbiamo voluto che questa storia fosse raccontata perché c’è bisogno di più coinvolgimento e attenzione sul tema.  I genitori a casa potrebbero non accorgersene, ma gli insegnanti sì. A volte è facile pensare che i ragazzi facciano un po’ i “lazzaroni”, mentre dietro c’è una problematica così specifica e che si sta diffondendo sempre di più. Ci sono tante cose da sapere, a noi dopo lo shock iniziale si è aperto un mondo. Noi siamo davvero fieri di Aurora e speriamo che possa spiegare agli altri il suo percorso e che questo possa essere utile”, ha spiegato papà Dario, noto ottico in città.

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