Con l’autunno, tornano anche le immancabili polemiche sulla caccia. Per l’onorevole lecchese Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento Animalista, va abolita senza mezzi termini. Ma in Lombardia per la Giunta Fontana si tratta di “Una tradizione millenaria da tutelare”. E nel vicino Veneto infine un lupo è stato ucciso con un fucile a pallettoni suscitando l’indignazione della Lav.

Caccia: “Servono misure restrittive”

La presidente dell’intergruppo parlamentare sugli animali Brambilla lo ha ribadito chiaramente di nuovo, oggi. Secondo l’onorevole di Calolziocorte (Lc) servono controlli più severi e misure restrittive, in attesa dell’obiettivo finale dichiarato: l’abolizione. Di strage assurda, ingiustificabile, inaccettabile parla l’esponente animalista, che cita una statistica e parla addirittura di 500 milioni di creature indifese uccise ogni anni.

Brambilla invita inoltre il Governo a intervenire sulla caccia in deroga consentita dalle Regioni, anche in riferimento a conseguenti infrazioni Ue che costano care.

Lombardia: “Cacciatori come operatori volontari”

La posizione dell’’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi è diametralmente opposta. E’ emersa ad esempio a proposito dell’emergenza cinghiali nella nostra regione.

“La mancanza del riconoscimento del cacciatore come operatore volontario ha generato un conflitto tra leggi regionali e nazionale, rendendo questa figura borderline, con interventi anche da parte delle Procure – prosegue – Chiediamo venga messa in sicurezza l’azione dei cacciatori per tutelare il territorio dalla fauna selvatica. I cacciatori svolgono in questo ruolo un servizio gratuito alla collettivita’, visto che l’attivita’ di contenimento dei pochi agenti di polizia provinciale rimasti risulta insufficiente”.

Del resto, lo stesso Rolfi in precedenza aveva già parlato di “Tradizione millenaria che vogliamo tutelare”: QUI NUMERI E NORME IN LOMBARDIA

Il plauso anche dalla Lega

“Regione Lombardia dimostra di avere preso a cuore le richieste dei cacciatori, prorogando di due giornate settimanali, tra il primo ottobre ed il 29 novembre, il prelievo venatorio. Si tratta di un forte segnale di attenzione nei confronti dei cacciatori che ogni anno garantiscono il controllo e l’equilibrio dell’ambiente, puliscono i boschi con amore e passione e tramandano una cultura che fa profondamente parte delle nostre radici”.

Così il capogruppo del Carroccio al Pirellone Roberto Anelli ha commentato, sempre oggi, mercoledì 26 settembre 2018, il decreto con cui Regione Lombardia istituisce giornate integrative settimanali per la caccia negli UTR di Bergamo, Brescia, Brianza, Insubria, Pavia e Val Padana-Mantova.

“Esprimo grande soddisfazione e ringrazio l’assessore Fabio Rolfi”, continua Anelli, “perché negli ultimi anni il settore venatorio era stato dimenticato da Regione Lombardia, mentre con la nuova Amministrazione a guida Fontana si dimostra una maggiore sensibilità nei confronti dei moltissimi appassionati e amanti della caccia”.

Intanto Verona ammazzato un lupo

Come riporta il nostro VeronaSettegiorni.it, a Roveré Veronese in Lessinia, un agricoltore lunedì mattina, giorno di caccia aperta, ha scoperto il cadavere di un lupo, un maschio adulto di circa 40 chili, ammazzato con un fucile caricato con cartucce a pallettoni.

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Il Pd ha subito accusato la Regione di “’incapacità di gestire il fenomeno del lupo nella sua interezza”:

Il Veneto sta diventando sempre più terra di bracconaggio, ce lo dice il Piano nazionale di contrasto al bracconaggio approvato dalla Conferenza Stato Regioni, non solo per quanto riguarda gli uccelli migratori, ma anche per specie superprotette come il lupo. Chi ha sparato rischia l’arresto da due a otto mesi, come previsto dall’articolo 30 della Legge 157/92 “.

Ma anche la Lav ha espresso indignazione per l’uccisione, avvenuta in una zona di caccia dove si spara soprattutto a lepri e caprioli con l’ausilio dei segugi.

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daniele.pirola@netweek.it