Implantologia a carico immediato. Dieci domande al dottor Paolantonio Cavellini, direttore sanitario degli Studi Mezzena con diverse sedi in Lombardia, esperto in grandi riabilitazioni delle arcate dentarie.

1 – Dottore, perché si perdono i denti?

«Per colpa delle principali patologie odontostomatologiche che, solitamente, hanno origine batterica. Grazie all’umidità costante della bocca e alla temperatura corporea sempre stabile intorno ai 37 gradi i batteri hanno la possibilità di proliferare più velocemente. Inoltre, sono soprattutto le predisposizioni genetiche (famigliarità) a scatenare la carie e/o la parodontite cronica che può degenerare in piorrea».

2 – Quali danni causano queste malattie?

«Essenzialmente due. Possono colpire i denti, inducendo le lesioni cariose con danni alla struttura dentale. Oppure il parodonto, tutto ciò che circonda il dente, gengiva, legamento ed osso. In tal caso si genera un’infiammazione cronica definita gengivite qualora l’infiammazione sia superficiale e le gengive si presentano più gonfie, più scure e sanguinanti. Siamo invece di fronte alla parodontite, qualora la compromissione sia più profonda e vada ad intaccare l’osso».

3 – Come si curano queste malattie?

«In un primo momento attraverso il protocollo di terapia causale. Quindi, a seconda dei danni a cui è necessario porre rimedio, attraverso interventi conservativi per i denti mantenibili o si eseguono interventi chirurgici di implanto-protesi qualora i denti naturali non siano più recuperabili».

4 – Cos’è la terapia causale?

«Un protocollo che permette di rimuovere la causa delle due più diffuse malattie: carie e gengivite-parodontite. Due gli obiettivi di questa pratica. Il primo è quello di rimuovere placca batterica e tartaro sopra e sotto-gengivale. Lo si fa grazie all’intervento dell’odontoiatra/igienista durante le sedute in ambulatorio. Il secondo obiettivo è quello di insegnare al paziente le manovre di igiene orale per la rimozione quotidiana della placca. In seguito a tale terapia, che si fa una volta nella vita, il paziente entra in un programma di mantenimento con richiami personalizzati di igiene orale prima mensili e poi ogni 3-6 mesi. Le modalità sono definite in base alla gravità della compromissione, in cui si valuta come si mantiene a casa e si controlla il livello della carica batterica».

5 – Cosa succede dopo?

«Una volta effettuata la terapia causale il paziente viene rivisitato a bocca igienizzata. Insieme ai supporti diagnostici radiografici (status RX, T.A.C.), ai modelli studio del caso e all’Analisi Digitale Fotografica (Digital Smile Design) si procede ad un piano di trattamento. Esso può comprendere varie terapie per curare e ripristinare i denti esistenti mantenibili o sostituirli con impianti dentali. Quando il recupero dei denti naturali non è più possibile il dentista può decidere di procedere al ripristino degli elementi dentari attraverso l’implantologia a carico immediato».

Leggi anche:  Cronache di guerra: Domenico Quirico a Cazzago San Martino

6 – Cos’è l’implantologia a carico immediato?

«Negli Studi Mezzena si risolvono casi semplici e complessi entro 48 ore dalla chirurgia implantologica. Il successo sta nella perfetta valutazione della stabilità primaria della radice artificiale espressa dalla forza impressa dall’apposito strumento nell’avvitamento dell’impianto in titanio nell’osso. Questa valutazione della forza di Torque è la chiave della terapia. Grazie a essa, infatti, si effettua la protesizzazione immediata dell’impianto e il paziente può masticare normalmente non appena uscito dallo studio, 48 ore dopo la chirurgia implantare. L’implantologia a carico immediato può essere attuata con successo perché sfrutta la finestra temporale di stabilità primaria che va da 0 a 72 ore. Si tratta del periodo di tempo in cui è possibile finalizzare l’impianto senza intervenire nella guarigione. Per quanto riguarda l’osso, questa inizia dopo 72 ore dall’intervento. Questa straordinaria scoperta permette di agire con un atto chirurgico unico anche in caso di estrazioni dentarie multiple o totali».

7 – Quali i vantaggi per il paziente?

«Soprattutto quello di eseguire tutte le fasi della riabilitazione orale complessa in un solo intervento. Il metodo permette di limitare l’assunzione di farmaci e di ridurre le complicanze post-operatorie che con le precedenti tecniche erano da moltiplicare per il numero degli interventi chirurgici».

8 – Cos’è il Digital Smile Design?

«Un software che permette di progettare in digitale la riabilitazione estetica e funzionale del sorriso. Strumenti semplici ed automatici mediante un percorso guidato ed intuitivo presentano al paziente l’anteprima del risultato protesico. L’odontotecnico, d’atra parte, acquisisce tutte le informazioni necessarie per l’esecuzione del lavoro. Tutto ciò nell’ambito di trattamenti di odontoiatria estetica che prevedono terapie protesiche, conservative, ortodontiche e implantari. L’obiettivo del dentista dovrebbe sempre essere l’ottenimento, oltre che di una funzione e di una biologia ottimali, anche di un aspetto estetico gradevole».

9 – Cos’è la tecnica Flap-Less?

«Flapless significa senza lembo. Con questa tecnica il dentista può posizionare gli impianti senza esposizione della cresta ossea cioè senza utilizzare bisturi e suture. La metodica favorisce i pazienti a rischio, per esempio con problemi di coagulazione sanguigna a causa di diverse patologie metaboliche. Favorisce anche coloro che assumono quotidianamente appositi farmaci per problemi cardiovascolari».

10 – Costa tanto?

«Le nuove tecniche di implantologia a carico immediato sono molto più convenienti di quelle tradizionali. Per informazioni e spiegazioni io e il mio staff siamo ogni giorno a disposizione dei pazienti nei nostri centri».

 

Informazione pubblicitaria