Il direttore dell’Ufficio di Milano del Parlamento europeo Bruno Marasà, visita la sede Netweek. Il funzionario è stato protagonista di una lunga e articolata intervista con i colleghi del nostro gruppo editoriale sui temi europei di maggiore attualità a partire dalle imminenti elezioni.

Tematiche dell’incontro

Esiste il rischio di forte astensione in vista delle elezioni europee che si terranno dal 23 al 26 maggio, forse perché i cittadini si sentono distanti dalle istituzioni. Ma quali sono gli scenari che si profilano per il prossimo futuro? Si è parlato anche dell’importanza del voto nella vita quotidiana insieme al direttore dell’Ufficio di Milano del Parlamento europeo, Bruno Marasà, che mercoledì 20 febbraio, ha visitato la sede del nostro gruppo editoriale Netweek a Merate. Marasà, dopo essere stato accolto dal direttore editoriale Netweek, Giancarlo Ferrario e dall’Amministratore delegato Alessio Laurenzano e il Ceo Massimo Cristofori, è stato il protagonista di un’intervista nel corso del quale sono stati approfonditi i temi europei di maggiore attualità a partire dalle imminenti elezioni. Si è parlato di giovani,  di regole, di prospettive, di scetticismi ma anche di come l’Europa ha cambiato la nostra vita.

Bruno Marasà: “Il voto è una grande opportunità”

“Andare a votare è sempre importante – ha dichiarato – E’ un dovere ed è anche un diritto. Noi votiamo per eleggere l’unica istituzione eletta dai cittadini europei. E’ una consultazione molto ampia. L’Europa è entrata molto nella vita quotidiana per le regole, per gli investimenti e perché è nata come un’idea che oggi è sentita un po’ meno dalle nuove generazioni. Abbiamo studiato gli orientamenti dei giovani: quelli tra i 18 e i 34 anni si astengono perché si sentono poco coinvolti. Sono persone nate con l’euro in tasca, che viaggiano, che hanno studiato con i programmi Erasmus. Abbiamo pensato di creare una piattaforma online che ci permette di alimentare una community di persone. Si chiama “Stavolta voto“. E abbiamo registrato oltre 18mila adesioni in Italia. Non sono like, sono nomi e cognomi, persone che partecipano alle attività concretamente. Basti pensare che il 12 per cento si è detto disponibile a impegnarsi come volontario. Il 26 maggio eleggeremo 76 parlamentari italiani. Questa è una grande opportunità che ci permetterà in futuro di avere un’interlocuzione con persone conosciute”.