«Giuseppe Zanardelli e il lago di Garda»: il secondo appuntamento si è tenuto ieri sera (martedì 5 febbraio) in Sala dei Provveditori.

L’intervento della professoressa Irene Giustina

Protagonista della serata è stata la professoressa Irene Giustina (Università degli Studi di Brescia) la quale ha delineato la figura dell’architetto Antonio Tagliaferri, professionista di riferimento della classe liberale zanardelliana.

L’interesse della Giustina è nato quando, nel 2010, la Fondazione Ugo Da Como ha ricevuto in dono la biblioteca e l’archivio professionale di Tagliaferri: al suo interno tanti volumi inediti, che aspettano ancora di essere studiati.

I primi risultati sono confluiti nelle Giornate Fai di Primavera del 2012 (la 20esima edizione) e furono incentrati sulla figura e sulle opere di Antonio e del nipote Giovanni Tagliaferri.

Giuseppe Zanardelli e il lago di Garda: la figura di Antonio Tagliaferri

Uomo di grande spessore, fu al centro del dibattito storico e intellettuale bresciano tra l’ottocento e i primi del novecento: al centro dei suoi discorsi il concetto di città contemporanea in tutti i sui aspetti.

Nato a Brescia nel 1835 in una famiglia alto borghese sensibile ai temi artistici e culturali, la sua formazione prevede inoltre la frequentazione dell‘Accademia di Belle Arti di Brera a Milano tra il 1856/1857.

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Proprio a Brera intraprenderà un’intensa attività espositiva che persegue sistematicamente negli anni ’60 dell’800 e che riprenderà poi nel 1878 quando già era un famoso architetto.

Non solo Brescia, la sua fama cresce anche a Milano: quì entrerà in contatto con Camillo Boito, una delle figure più importanti del tempo.

Il successo di Tagliaferri spiccherà il volo con l’esposizione del progetto della nuova Piazza Loggia a Brera; altro cantiere importante fu quello del Santuario di Santa Maria delle Grazie a Brescia. Fondamentale per la sua ascesa, inoltre, il progetto del basamento del monumento ad Arnaldo da Brescia.

Un appuntamento a cadenza settimanale

Il prossimo appuntamento è per martedì 12 febbraio sempre alle 20.45 in Sala dei Provveditori con Alberto Romanelli che interverrà relazionando sul progetto della villa di Giovanni Battista Bellini, committenza zanardelliana.

L’organizzazione è a cura del Fai, del comune di Salò, della Fondazione Ugo da Como e dell’Ateneo di Salò.

 

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