«Economie di oggi, turismi di domani. Tre libri per la società gardesana», questo il titolo del ciclo che ha preso il via ieri, sabato 5 gennaio, in Sala dei Provveditori.

Protagonista di questo primo appuntamento è stata Elisa Perversi che ha presentato il volume «Spettacolo in voga nel Garda fra Settecento e Novecento. Il teatro Alberti di Desenzano del Garda».

A conversare con l’autrice Giancarlo Ganzerla dell’associazione «Carlo Brusa» e il giornalista Marcello Zane.

 

Nella seconda metà del ‘700 il teatro più importante era quello di Salò

L’autrice ha condotto un’analisi accurata dello sviluppo della realtà teatrale non solo a livello nazionale ma anche a livello locale.

Nella provincia di Brescia il teatro più importante, nella seconda metà del settecento, era quello di Salò:

in questo periodo, infatti, l’Accadmia degli Unanimi (che nasce nel 1567) decide di far costruire un teatro, quello di Salò, che prenderà il nome di «Teatro Nobile» nell’allora Piazza Barbara, oggi Piazza Vittorio Emanuele II (Fossa).

Come suggerito dal nome, un tempo il pubblico era di nicchia, legato alla nobiltà. Sul finire del Settecento, con l’avvento delle armate napoleoniche, il teatro diviene invece strumento per diffondere ideali repubblicani.

La storia del teatro si intreccia a quella della società e si rifà anche ad una nuova idea di turismo: nel 1872 Luigi Pirlo e altri ventisei associati pongono le basi di quello che sarà il nuovo teatro comunale di Salò.

Il Teatro Comunale di Salò inaugurato nel 1873, in scena il Rigoletto di Giuseppe Verdi

Il teatro comunale di Salò è stato progettato dall’architetto milanese Achille Sfondrini (un  professionista che vanta la creazione di importanti strutture quali il teatro lirico di Milano e il teatro dell’Opera di Roma) e interamente finanziato dall’avvocato Luigi Pirlo che lo ha gestito fino al 1905 quando la struttura è stata donata alla municipalità.

È stato il «Rigoletto» di Giuseppe Verdi ad inaugurarlo ufficialmente nel 1873. Ad essere predominante lo stile barocchetto che è durato per una sessantina d’anni passando attraverso due guerre.

Nel 1944, però, quello stile passa di moda e urge la necessità di aumentarne la capienza: viene così dato l’incarico ad Angelo Landi il quale da inizio ad un’operazione di sistemazione complessiva dell’immobile in stile liberty. Nel rinnovato teatro fanno capolino due bellissime cariatidi e un centinaio di statue applicate ai capitelli. La parte in legno è stata prodotta dalla stessa scuola che ha realizzato le parti in legno del teatro Grande e Sociale di Brescia. 

Nel 1952 è intervenuto Carlo Pisoni Ercoli per incrementarne la capienza: il teatro è stato inoltre ripulito di statue e decorazioni e restituito ad uno stile più essenziale per il quale è stato infatti definito «teatro bianco».

Ha funzionato per sette anni: dal 1960 al 1990 ha conosciuto infatti un lungo periodo di abbandono. Solo nel 1996 sono stati richiesti i primi progetti di consolidamento e sistemazione.

Iniziativa culturale patrocinata dal comune

L’iniziativa culturale gode del patrocinio dell’assessorato alla cultura (nella persona dell’assessore e vicesindaco Pierantonio Pelizzari) in collaborazione con la biblioteca civica e con Liberedizioni.

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Il prossimo appuntamento è per sabato 12 gennaio con la presentazione «I nuovi turismi del Garda. Buone prassi per il futuro» di Valerio Corradi e Marcello Zane. A conversare con gli autori il primo cittadino della città di Salò Giampiero Cipani.

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