Consegnati a Ospitaletto gli attestati per la qualifica di European Social Sport Coach. 19 allenatori certificati, 9 riconoscimenti sportivi per la partecipazione e 9 società insignite di targa.

Consegnati a Ospitaletto gli attestati per la qualifica di European Social Sport Coach

Oltre 100 persone presenti ieri sera alla consegna degli attestati ai 28 operatori sportivi che hanno partecipato al corso proposto dall’amministrazione Comunale di Ospitaletto e Upkl.
Il programma, articolato nella sala polifunzionale Bergamini, ha visto il conferimento della targa al Comune “Città Europea dell’educazione ai Diritti Umani” e la consegna delle certificazioni “European Social Sport Coach” alla presenza di numerosi ospiti d’eccezione.

Gli ospiti

Durante la serata sono intervenuti il viceprefetto di Brescia, dr. Stefano Simeone e l’on. Alfredo Bazoli, introdotti dallo storico giornalista sportivo Sergio Meda, i quali hanno ricordato come lo sport sia una delle attività più interessanti da coltivare, nonché “una vera palestra di vita”.
Intensa la partecipazione delle artiste Marcia Sedoc e di Ausilia Minasi, che in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donna hanno interpretato poesie sul tema, invitando le donne presenti in sala a prendere parte attivamente alla kermesse.
Sul palco anche il Presidente del Coordinamento delle società Sportive Francesco BonomettiCorrado Genova di Upkl e Alessandro Felloni, presidente dell’Istituto italiano Certificazione Qualità.
“Nello sport c’è ancora il principio di lealtà – ha rassicurato  Felloni – Spesso si parla a sproposito di eticità: le parole sono piene d’intenti e hanno una funzione, ma è l’esempio ciò che conta veramente. Questa sera siamo qui per condividere valori importanti, ecco perché esorto i formatori ad agire in maniera concreta”.

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L’amministrazione

Soddisfatta per l’ottimo risultato del corso, della durata di sei incontri, l’amministrazione di Ospitaletto, rappresentata dal sindaco Giovanni Battista Sarnico e dall’assessore allo Sport Massimo Reboldi.
“Crediamo nello sport come infrastruttura sociale e veicolo per la promozione della salute – ha affermato Reboldi – In questi appuntamenti abbiamo cercato di interpretare lo sport ospitalettese come un’unica grande società, nella quale ogni ragazza o ragazzo potesse trovare il suo spazio e potesse essere accolto a prescindere dal sue capacità e dalla sua condizione sociale”.

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