Cementificio: Tavernola al voto ad aprile. I cittadini diranno la loro sulla dismissione/riconversione della fabbrica. Ma per l’opposizione “è un referendum inutile”.

Cementificio: Tavernola al voto ad aprile

“Ritieni che il Comune debba promuovere e agire nella direzione della riconversione/dismissione del cementificio verso altre attività a ridotto impatto ambientale e paesaggistico?”. Questo il quesito del referendum che chiamerà al voto i tavernolesi ad aprile.

In Consiglio comunale la maggioranza ha deciso di approvarne il testo, poiché ritiene sia “una strada che deve essere percorsa per capire cosa pensano i tavernolesi, non essendo più scindibile l’attività di produrre cemento con l’utilizzo dei combustibili alternativi”.

La minoranza, invece, ha ribadito che “ai tavernolesi non interessa la riconversione/dismissione, ma che non si brucino i rifiuti”.

Secondo la minoranza la questione rifiuti va separata dall’eventuale chiusura

In merito all’utilizzo dei Css (Combustibili solidi secondari, rifiuti-non-rifiuti o come si voglia chiamarli, ma che comunque rifiuti restano) la popolazione si era già espressa con il “no” del 2007. Ora, però, le si chiede se vuole o meno far chiudere/riconvertire la fabbrica che, per tutto il Novecento, ha dato e dà (anche se con numeri nettamente inferiori) lavoro agli abitanti del paese.

“Le due cose non andrebbero mischiate” Così si è espresso il consigliere di opposizione Matteo Sorosina. “Un conto è il non bruciare i rifiuti, un altro la chiusura del cementificio. A mio avviso è una consultazione inutile: il sindaco dice che così saprà il volere della popolazione e, ricevutone il mandato, agirà di conseguenza. Ma alla fine è il privato che decide se chiudere o meno la sua fabbrica, non di certo un sindaco. Il quesito del referendum, così come è stato approvato dalla maggioranza (la minoranza ha votato contro) è un’arma a doppio taglio”.

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Posti di lavoro o ambiente?

In pratica ai tavernolesi si chiederà di scegliere fra i posti di lavoro e la salvaguardia dell’ambiente. “Se vincerà il “sì”, cosa potrà fare poi il sindaco, concretamente, per la chiusura? Comunque si bruceranno i rifiuti perché l’autorizzazione da parte della Provincia è stata data – ha concluso Sorosina – Ma c’è il rischio, da non sottovalutare, che vinca il no. La maggior parte dei cittadini è contraria all’utilizzo dei combustibili alternativi, ma non è detto sia contraria a una chiusura. A quel punto ci dovremo tenere il cementificio-inceneritore con i rifiuti”.

Nel frattempo il ricorso al Tar contro l’autorizzazione della Provincia è stato depositato. Una data precisa per il referendum non c’è ancora, anche se si parla di metà aprile.

La minoranza sta battendo il ferro per inserire nel quesito la questione rifiuti e la vicenda sta mobilitando anche il capoluogo sebino. Al Consiglio che si terrà a Iseo lunedì sera, infatti, verrà votato l’appoggio alla causa tavernolese che, inevitabilmente, interessa il futuro di tutto il lago.