Bosine senza acqua potabile: i residenti alzano la voce per sensibilizzare i candidati alla poltrona del sindaco di Iseo affinché si sottoscriva un accordo con Acque bresciane.

Bosine senza acqua potabile: i residenti alzano la voce

“Sono passati quarant’anni e siamo ancora senza acqua potabile”. Le trentacinque famiglie che risiedono a Bosine, il piccolo borgo iseano che si raggiunge salendo verso Polaveno, chiedono a gran voce che si faccia qualcosa per risolvere un problema esistente da anni e che, soprattutto d’estate e in periodi siccitosi come il mese di marzo, li costringe ad acquistare diverse cisterne di acqua per potersi fare la doccia, per lavare gli indumenti e le stoviglie, e persino cucinare.
L’acquedotto iseano arriva fino ai Ciliegi, più o meno all’altezza del primo tornante a gomito di via Silvio Bonomelli, la strada provinciale che da Iseo porta a Polaveno. I residenti più anziani del borgo di Bosine vivono lì da circa quarant’anni.

Il problema della siccità e le cisterne

“Siamo abituati a non sprecare l’acqua e a stare sempre attenti: quando c’è siccità ci vogliono tre o quattro mesi perché poi le nostre cisterne di raccolta tornino piene. Nel frattempo dobbiamo rifornirci tramite le autobotti – hanno spiegato i residenti – Siamo andati in Comune diverse volte e l’Amministrazione è riuscita a ottenere l’impegno di Acque Bresciane per intervenire, con la nostra compartecipazione, per far arrivare l’acquedotto fino qui. Noi non molliamo, siamo disposti a tutto”. I residenti continuano a lottare per portare a Bosine l’acqua potabile: hanno infatti apeso degli striscioni su via Bonomelli per tenere alta l’attenzione sul problema.

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