Anziani e patologie dei piedi. Il dottor Guido Carbone ci parla di un argomento sempre di attualità.

Anziani e patologie dei piedi

«Molte delle malattie a carico dei piedi degli anziani hanno origine spesso da un trauma del piede stesso. I problemi possono interessare qualsiasi osso e a essere coinvolte possono anche essere le articolazioni, i muscoli, i tendini o i legamenti del piede».

Fratture dei piedi, le cause principali

Il dottore sottolinea come le fratture del piede e della caviglia siano abbastanza comuni e che spesso determinate gravi problematiche possono avere origini differenti: per esempio alcune alterazioni sono la naturale conseguenza di malattie come il diabete e la gotta. Altra patologia che può avere ripercussioni sul benessere dei piedi è l’artrite.

L’analisi del medico è determinante

«In caso di problemi – riprende il dottor Carbone – Occorre sempre un’attenta analisi da parte del medico che valuterà le condizioni anatomo-funzionali dei piedi. Si tratta di un passaggio importante perché permette di mettere in luce eventuali patologie e di pianificare una terapia adeguata. I pazienti affetti da diabete o arteriopatia periferica (problematica che consiste nel restringimento delle arterie che trasportano il sangue a gambe, braccia e anche organi interni) devono controllare spesso la propria condizione vascolare. E’ importante che lo facciano perché devono verificare l’eventuale presenza di infezioni o di ulcere. Il medico o lo specialista devono essere consultati in questi casi almeno due volte l’anno».

Anziani e patologie dei piedi

Con l’età può cambiare l’anatomia dei piedi

Con l’età il piede può subire modifiche nella sua anatomia: «In particolare – riprende il dottor Carbone – i piedi si possono modificare in lunghezza e larghezza. Questo accade solitamente per via di alterazioni dei legamenti e delle articolazioni».
Come rimediare? «Le alterazioni delle dimensioni possono indurre il soggetto a indossare calzature più grandi. Molto efficace può rivelarsi il ricorso ad apposite ortesi o a plantari. Grazie ai dispositivi inseriti nelle calzature diventa possibile cambiare la posizione o l’ampiezza di movimento del piede riuscendo così ad alleviare la pressione sulle articolazioni colpite o sulle zone dolenti».

Quando ortesi e plantari non bastano più

Talvolta, però, gli accorgimenti possono anche non essere sufficienti a risolvere la situazione. «In questi casi – riprende il dottor Carbone – lo specialista agirà nel modo migliore per la salute del paziente. Le soluzioni a disposizione sono diverse. In alcuni casi è anche possibile ricorrere a iniezioni di anestetico nell’articolazione colpita o nella zona dolorosa. Questa opzione permette di alleviare il dolore e ridurre lo spasmo muscolare, in modo da favorire il movimento dell’articolazione. Il ricorso ai corticosteroidi, invece, può rivelarsi prezioso per ridurre l’infiammazione».

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L’intervento chirurgico

Il dottor Carbone aggiunge che in alcuni casi può essere utile ricorrere all’intervento chirurgico. «Il bisturi, quando tutti gli altri percorsi non abbiano dato i risultati sperati, può rivelarsi prezioso alleato per migliorare l’allineamento e la funzione articolare e, naturalmente, per alleviare il dolore».

Modifiche della postura negli anziani

Il dottor Carbone, infine, sottolinea come molte malattie dei piedi siano conseguenze di modificazioni della postura degli anziani. «In molti casi – spiega – L’indebolimento dei muscoli addominali e paravertebrali delle persone anziane provoca un cambiamento di postura durante la deambulazione che si riflette negativamente anche sul piede».

Anziani e patologie dei piedi

Dal dolore incertezze e timore

Questi cambiamenti posturali agiscono negativamente sulla meccanica del piede stesso e possono generare dolore e infiammazioni come la tallonite associata all’atrofia del cuscinetto adiposo infra-calcaneare la cui funzione, in tal modo, risulta limitata. «Tutti questi elementi insieme – riprende Carbone – possono determinare dolore con conseguente timore nell’anziano di cadere, nonché paura di muoversi e camminare. Per evitare di raggiungere questo stadio può essere utile procedere con adeguata prevenzione. Una semplice attività di appena 30 minuti al giorno può rivelarsi utile, mentre in presenza di altre patologie più importanti o di alluce valgo, il medico può consigliare l’intervento chirurgico».

A chi rivolgersi

Per informazioni è possibile contattare il dottor Guido Carbone, medico chirurgo ortopedico, specializzato nelle innovative terapie mini-invasive. Ogni giorno al servizio dei pazienti all’Istituto Sant’Anna, al Poliambulatorio San Matteo, nonché a Travagliato nel suo studio privato. Il medico è disponibile per informazioni ai
telefoni 393.3278751 e 335.6635217.