Allarme sociale a Iseo per i furti? Il sindaco lascia l’aula perché non è la verità. Una presa di posizione forte, quella del primo cittadino Marco Ghitti, che ha lasciato la sala di Palazzo Vantini dopo una breve ma accesa discussione con il capogruppo di Progetto Iseo Pieranna Faita.

Allarme sociale a Iseo per i furti? Il sindaco lascia l’aula

Un gesto forte, una presa di posizione. Il sindaco di Iseo Marco Ghitti prima di cominciare la discussione dei punti all’ordine del girno del Consiglio comunale di questa sera, lunedì, ha voluto portare all’attenzione dei consiglieri il tema relativo ai furti a Iseo, sollevato dal gruppo di opposizione Progetto Iseo con un volantino diffuso a inizio dicembre.

Dopo aver dato lettura del volantino di Progetto Iseo, il sindaco ha chiesto al capogruppo Pieranna Faita quale sia stata la fonte utilizzata per definire iseo “così insicura”.

Alla domanda, il consigliere Faita ha risposto che il gruppo di opposizione nel realizzare il volantino si è basato su quanto riportato dai cittadini. “Si fa riferimento al nome della lista Iseo Sicura e a quanto detto in campagna elettorale – ha spiegato la Faita – I dati sono tratti dai cittadini. Erano le stesse voci che anche voi avete utilizzato in campagna elettorale”.

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Marco Ghitti, sindaco di Iseo

Il sindaco, che anche nell’ultimo Consiglio comunale aveva ribadito come le sue azioni si basino sui fatti e sui dati certi, e non sulle parole, non ha accettato la risposta. “Lei ha descritto Iseo come città insicura – ha sottolineato Ghitti, rivolgendosi alla Faita – Primo, non ha un dato. Secondo, non ha consultato nessuna delle autorità preposte. E terzo dovrebbe chiedere scusa per aver sottovalutato l’opera dei carabinieri e delle Forze dell’ordine e per aver descritto Iseo come città governata dalla malavita”. A confermare, dati alla mano, che i furti non sono in aumento, sono stati i carabinieri del Comando provinciale di Brescia. Non ci sono stati furti violenti nei confronti di persone (rapine) e non c’è alcun allarme sociale.

A questo punto il sindaco ha chiuso la discussione, per poi alzarsi infilarsi il cappotto e lasciare l’aula del Consiglio comunale. “Il ‘si dice’ non è una fonte – ha concluso Ghitti – Quali sono i dati? Quali sono le autorità che hanno fornito le percentuali dei furti per dire che sono in aumento? Per me il Consiglio comunale finisce qui. Mi riservo di affrontare questo argomento nel prossimo Consiglio comunale dopo averlo affrontato nelle sedi opportune”.

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