Al buio la stazione di Manerbio è un luogo dove tutto è concesso. Appello degli alpini.

Stazione al buio: un rischio

Bottiglie di alcolici frantumate che oltrepassano la linea gialla e le scaglie di vetro finiscono sui binari. Tra un fazzoletto usato e una lattina vuota di birra, borse di plastica colme di rifiuti.

Durante la notte la stazione ferroviaria di Manerbio è una tana di trasgressori. Perché, di notte, non c’è nessun altoparlante che ricorda alle persone di prestare attenzione al treno, non c’è nessun treno e non ci sono pendolari. Si aggirano soltanto vandali, anche se sono ombre scure, senza volto: in stazione non esistono telecamere.

A segnalare le condizioni del luogo è il Gruppo alpini di Manerbio che ha la sede in un appartamento dello storico edificio ferroviario. Ogni giorno un volontario delle Penne nere infila i guanti, brandisce scopa, paletta e inizia a pulire. Oltre all’enorme quantità di spazzatura che raccatta, per due volte, una borsa anonima depositata vicino alla sala d’attesa ha riservato una macabra sorpresa. All’interno numerose galline sgozzate con le interiora che traboccavano e rilasciavano un terribile odore. Una scena vomitevole che, per due volte, ha costretto il volontario a calare la sua grinta.

Leggi anche:  Grave malore nei pressi della stazione a Ospitaletto

“Siamo stanchi! – ha detto il presidente del Gruppo alpini Gabrio Scartapacchio – Abbiamo scelto di prenderci cura della stazione, dove siamo ospitati, ma non intendiamo tacere sull’estrema insolenza di alcuni individui”.