Ai domiciliari dopo la rissa fuori dal bar

Undici mesi ai domiciliari: questa la pena stabilita dalla Corte d’Appello di Brescia per il reato di «lesioni aggravate» inflitta a Jonny F.,il giostraio 27enne di etnia sinti che nell’agosto del 2010 prese a botte un coetaneo per alcuni apprezzamenti ad una ragazza. Il tutto durante una rissa fuori dal bar.

Quanto accaduto

Il tutto successe tra Pavone del Mella e Pralboino. Il giostraio, insieme al cugino, si era lasciato andare ad alcuni commenti pesanti rivolti alla fidanzata di un amico della vittima, Stefano Piovani, operaio edile di 27 anni. Da qui era scattato il litigio con parole pesanti e insulti in un bar di Pavone. Poi però qualche ora dopo, Piovani alla guida della sua auto raggiunse Pralboino. I due cugini sinti lo seguirono e in via Marconi lo fermarono e lo pestarono a sangue fino a provocargli un ematoma celebrale. Il 27enne fu soccorso e operato d’urgenza con un delicato intervento che scongiurò il peggio e lo portò fuori pericolo di vita. Dopo il pestaggio gli aggressori si diedero alla fuga rifugiandosi in alcuni campi rom della Bassa ma vennero rintracciati ed individuati dalle Forze dell’Ordine, grazie anche al racconto di testimoni e amcici della vittima.

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Il fermo

Il giostraio e il cugino, allora minorenne, furono fermati dai Carabinieri a bordo della loro Renault che già qualche giorno prima era stata nel mirino dei militari che li avevano fermati ad un posto di blocco priva di revisione e per questo venne sequestrato il libretto di circolazione. Il giovane sinti quindi dovrà scontare la sua pena ad Asola, dove risulta domiciliato. L’accusa di tentato omicidio in concorso aggravato da futili motivi nel corso del procedimento in tribunale è stata poi derubricata a «lesioni aggravate».