Operazione sottobosco, 22 arresti in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia.

Operazione Sottobosco

Questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ferrara hanno arrestato 22 persone in Lombardia, Emilia Romagna,  Toscana e Sicilia per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanza stupefacenti.  Aggravante per 6 di queste persone per aver promosso, costituito, diretto, organizzato e finanziato una organizzazione criminale finalizzata alla cessione a terzi di sostanza stupefacenti del tipo cocaina.

Arresti

L’attività investigativa è iniziata il 13 marzo 2016 quando una coppia si è presentata alla Stazione Carabinieri di Bondeno (FE) per denunciare il taglio dei pneumatici della propria auto e le minacce ricevute da un creditore a causa dei debiti contratti dal figlio della coppia con spacciatori di droga. Solo una settimana dopo, tra il 17 e il 20 marzo, i Carabinieri sono dovuti intervenire quattro volte a causa del comportamento violento del giovane. I militari hanno poi scoperto che gli psacciatori trattenevano la carta di circolazione dell’auto della coppia, in uso al figlio, finchè non avessero saldato il debito.

Rete di spaccio

Grazie alle indagini relative a questo episodio è stata scoperta una rete di spaccio con l’identificazione del cittadino marocchino Jarmouni Mohamed come il fornitore di cocaina destinata ai referenti del gruppo operanti in Bondeno (FE). Risalendo poi la struttura organizzativa capeggiata da Jarmouni sono stati scoperti 5 cittadini albanesi (Dervishi Defrim, Dervishi Enver, Dervishi IHaxhi, Dervishi Besnik e Alu shku Klodian) che operavano tra Pisa e Firenze fornendo cocaina dall’Olanda grazie ad una rete di corrieri tra i quali Ivziku Olsi, e immettevano la droga sui mercati emiliano-romagnoli (province di Ferrara, Bologna, Modena e Parma, dove i marocchini svolgono attività lavorativa di braccianti agricoli) e sino ad arrivare alla Toscana (dove gli albanesi sono radicati con attività nel settore dell’edilizia) quale terminale finale per il rifornimento della province di Pisa, Firenze e Lucca, in particolare lo “sballo della Versilia”.

Alushku Klodian (operante nella provincia di Firenze) avvalendosi di altri due connazionali (Fili Sphetim e Cani Shkelzen), pur gestendo una rete distributiva autonoma, era legato al gruppo DERVISHI per l’approvvigionamento.

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Nella provincia di Brescia con la collaborazione delle Compagnie di Brescia e Salò,  sono stati tratti in arresto due albanesi: un 40enne a Brescia e un 28enne a Toscolano Maderno già sottoposto agli arresti domiciliari per stupefacenti.

Il rapporto tra Jarmouni Mohammed, capo indiscusso, e il gruppo albanese è risultato talmente consolidato che Dervishi Defrim, era disposto a concedere sconti sul prezzo della sostanza e proponeva, allo stesso Jarmouni di recarsi autonomamente presso il depositario. Reciprocamente Jarmouni Mohammed forniva indicazioni e garanzie sull’affidabilità delle persone a cui cedeva sistematicamente lo stupefacente, in modo tale da garantire un flusso finanziario stabile.

I numerosi contatti e le frequentazioni intrattenute dagli indagati, altro non facevano che dimostrare la comune appartenenza degli stessi ad un articolato ed omogeneo contesto criminale determinato ad egemonizzare il mercato della cocaina nelle aree geografiche in cui agiscono le diverse propaggini, massimizzando, in tal modo, i margini di guadagno.

Basti pensare al basso costo d’acquisto su ogni chilogrammo reperito, che si aggirava al di sotto di 35.000 euro, quando sulle comuni “piazze” si parlava di cifre che oscillavano dagli 80 a 120 Euro al grammo. Tenendo conto del contenuto medio di principio attivo nelle singole dosi sequestrate, da un chilogrammo di cocaina se ne possono ricavare – se molto ben “tagliata” – quattro chili e mezzo che, venduta a 80 euro al grammo, equivalgono a 360 mila curo. Questo dato, da solo, rende l’idea della cospicuità dei margini di lucro che l’attività illecita offre.

I soggetti arrestati sono tutti regolari sul territorio nazionale e residenti/domicilianti nelle zone dove hanno commesso i reati. Alcuni di loro sono nulla facenti. Durante l’intera attività di investigativa sono stati compiuti diversi sequestri di sostanze stupefacenti, per un totale di 7 chilogrammi di cocaina. Nel corso delle perquisizioni di questa mattina sono stati recuperati complessivamente 28.000 euro in contanti. Sono stati impiegati 140 militari, 3 unità cinofile e un elicottero.