Pile di vestiti lasciati in mezzo alla sporcizia, ammucchiati sulla strada o sui marciapiedi fuori dagli appositi sacchi protettivi. E’ la scena che troppo spesso, all’avvicinarsi del cambio di stagione, si presenta davanti ai contenitori adibiti alla raccolta degli abiti usati: uno spettacolo increscioso non solo per il decoro urbano, ma anche perché abbandonati per terra non ci sono solo abiti usati. C’è lavoro, sostenibilità, solidarietà.

Da contenitori a discariche

L’estate è agli sgoccioli. In tanti hanno cominciato ad aprire gli armadi e a liberarsi degli indumenti ormai inutilizzati conferendoli nei cassonetti gestiti dalla cooperativa Cauto e dalla Caritas Diocesana, che da vent’anni si occupano della raccolta su tutto il territorio di Brescia e provincia. Capita, tuttavia, che chi porta i propri abiti trovi il contenitore già pieno e invece che rimandare lo «smaltimento» o fare rotta verso un altro punto di raccolta, lasci tutto il materiale in loco, sull’asfalto. Il risultato? Montagne di abiti lasciati alle intemperie, che potrebbero rovinarsi vanificando il ciclo di riuso promosso dalla cooperativa. Eppure, per evitarlo, basta poco.

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