Lo striscione che chiedeva verità per Giulio Regeni, il giornalista – ricercatore assassinato in circostanze misteriose al Cairo il 25 gennaio del 2016, è improvvisamente scomparso dalla facciata del Municipio di Montichiari poche ore dopo l’insediamento della nuova Amministrazione Comunale di Centrodestra guidata dal neo eletto Marco Togni, che proprio questa mattina 11 giugno è stato proclamato sindaco.

Un appello lungo tre anni

Lo striscione era appeso da tre anni all’edificio comunale e rispondeva ad un appello ben preciso lanciato da Amnesty International nel 2016 per far chiarezza, ricercando la verità sulla tortura e l’uccisione di Regeni.

Un impegno appeso  sui municipi di oltre 170 città italiane.

“Il caso è di competenza dello Stato non del Comune. Rispettiamo tutte le sensibilità”

«L’esposizione dello striscione di Regeni già anni fa aveva diviso l’opinione pubblica a Montichiari» ha dichiarato il Sindaco Marco Togni «In Italia ci sono tanti casi che necessitano di “verità”. Questo caso internazionale è però di competenza dello Stato e non del Comune di Montichiari.  Ogni cittadino ha la propria sensibilità e va rispettata. Ci auguriamo che il caso Regeni venga risolto quanto prima con la massima collaborazione dell’Egitto».

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