Fiume Chiese. Collettore del Garda. Ancora tutto fermo, Provincia faccia il suo dovere. E’ il contenuto dell’interrogazione del consigliere regionale Dino Alberti in merito alla questione che riguarda il Fiume Chiese e il Collettore del Garda. L’atto chiedeva a Regione Lombardia “Quali azioni abbia svolto, ad oggi, la Provincia di Brescia nell’ambito del ruolo di coordinatore fra gli Enti interessati dal progetto” e “alla luce dei primi esiti dell’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità che descrive il fiume Chiese come una grande ‘bomba batteriologica’, se Regione Lombardia intenda mettere in discussione il progetto”.

In Provincia tutto fermo

Per Alberti: “Il 17 gennaio si è tenuto un incontro nel quale sono state sollevate diverse criticità ma il coinvolgimento dei territori rimane scarso. Regione Lombardia ha chiesto alla Provincia di Brescia di istituire tavoli territoriali con tutti i soggetti coinvolti. Ad oggi nessun incontro è stato organizzato dal Presidente Alghisi che va sollecitato”. L’Assessore Foroni ha confermato che è interesse della Lombardia arrivare a una soluzione del problema, il progetto non esiste ancora, e la Provincia di Brescia avrebbe svolto alcuni incontri “ma allo stato attuale non mi sono state comunicate proposte alternative”.

Acque Bresciane si concentri su un progetto alternativo

Alberti conclude: “Il Collettore non ha fatto né passi avanti né indietro. C’è la totale disponibilità della Lombardia a valutare progetti alternativi, la Provincia di Brescia faccia la sua parte. L’elezione dei 16 componenti del Consiglio provinciale sarà il 17 marzo 2019, e fin qui la Provincia ha preso posizione per evitare di inimicarsi i sindaci dell’asta del Chiese o i sindaci della sponda gardesana. Rallentare la ricerca di una soluzione condivisa in ogni caso non fa l’interesse dei cittadini.
Al momento il progetto proposto è solo teorico e non esiste sulla carta. Acque Bresciane dovrebbe concentrarsi su di un progetto alternativo e non perdere tempo su di un progetto già fallito prima di nascere e che i territori non vogliono. Sollecito ancora una volta la Provincia di Brescia ad avviare i necessari tavoli di confronto. Una cosa è certa: sversare nel Chiese non ha alcun senso, il fiume è una bomba batteriologica e va alleggerito dagli scarichi inquinanti”.