L’amore fraterno spesso ci lascia senza parole. Come in questo caso. Luca, un anno fa è entrato in sala operatoria con il desiderio di aiutare il fratello maggiore Roberto colpito dalla malattia. Non ci ha pensato due volte oggi, a una nno di distanza, il peggio è davvero passato.

Della loro storia e del messaggio di gratitudine e speranza del padre ne ha scritto il Giornale di Treviglio.

Amore fraterno contro la leucemia

Luca e Roberto Manella

La storia di Luca e Roberto Manella aveva commosso tutti a Sarnico, il paese che si affaccia sulla sponda bergamasca del lago d’Iseo dove vivono con i genitori e le sorelle. Ora, dopo un anno da quell’atto di estrema generosità la famiglia sta finalmente ritrovando la serenità. E su Facebook proprio il padre dei bambini Gianangelo Manella ha voluto condividere la sua gioia e il suo grazie.

“Grazie Luca”

“Un anno fa come oggi il mio Luca entrava in sala operatoria agli Spedali Civili di Brescia per l’espianto del midollo osseo da donare al suo fratello maggiore. Anche se aveva solo 6 anni si comportava con la consapevolezza che il suo gesto serviva, non solo a far guarire Roberto, ma a salvargli la vita. Questa sua serenità dava a tutti noi la forza e la speranza di continuare e di pensare positivamente a tutto ciò che la nostra famiglia stava affrontando”.

L’attesa durante l’operazione è un ricordo ormai impresso nella sua memoria:

“Alle 5 della sera è iniziata la fase del trapianto. Io e mia moglie Natalia abbiamo assistito con il cuore che batteva a mille, guardavamo il viso di nostro figlio cercando in ogni suo sguardo cosa cambiava in lui. L’emozione era enorme e pure la speranza. Riponevamo la fede in Dio perché tutto ciò che i medici ci avevano spiegato si avverasse. Ora, dopo un anno possiamo (forse) tirare un sospiro di sollievo, magari tra un mese potrà riprendere la scuola e anche gli esami di terza media perciò mi sento di dire Luca grazie, grazie, grazie da tutti noi”.

La paura e la luce in fondo al tunnel

“Anche se la paura era enorme ho cercato in tutti i modi di nasconderla incutendo pensieri positivi di speranza e fiducia verso gli altri miei 3 figli – ha continuato – La rabbia era tanta, per non poter abbracciare due delle mie cinque persone più care della mia vita e la paura di perderne una mi terrorizzava, non mi lasciava mai. Ora che vediamo la luce in fondo al tunnel non immaginavo, in quel giorno, come la vita della nostra famiglia stesse cambiando cosi radicalmente. Spero tanto che questo fra moltissimi anni resti solo un ricordo positivo”.