E’ stato un incontro a porte aperte, ma destinato principalmente a fornire un vademecum agli espropriandi della linea Tav Brescia-Verona. Si è svolto al PalaCongressi in Piazza Malvezzi a Desenzano.

Un vademecum incerto

“E’ difficile semplificare cose già di per sé difficili, ed è ancora più difficile per le modalità con le quali questo progetto è stato approvato”. Questo è l’incipit di Fausto Scappini, legale il cui nome viene spesso collegato al Coordinamento NoTav Brescia-Verona. Sostanzialmente, la divergenza tra il progetto preliminare e quello che sarà il progetto definitivo rende la categoria “espropriandi” quantomai vaga.

Il progetto esecutivo non c’è

Infatti il progetto esecutivo ancora non c’è, o quantomeno non è stato reso pubblico. Il Governo ha dato 309 prescrizioni e 19 raccomandazioni, come ricorda Scappini, al progetto preliminare, che dovranno essere ottemperate. “A me almeno quattro sembrano prescrizioni sostanziali” sostiene il legale, con il quale concorda il portavoce del Coordinamento No Tav, Fiorenzo Bertocchi.

Due possibilità per chi teme l’esproprio

Innanzi tutto, non si può sapere se si verrà espropriati finché non uscirà il piano particellare definitivo degli espropri. In caso arrivasse, ci sono due possibilità percorribili.

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