Una Piazza Vittoria blindata, quella che si è presentata agli occhi dei passanti, nella giornata di venerdì 27 ottobre, in occasione dell’incontro “Un Patto Territoriale per l’Ambiente e l’Economia” in Sala de Provveditori.

Tema dell’incontro il più che discusso progetto del depuratore del Lago di Garda e il finanziamento da parte dello Stato. A moderare l’incontro la presidente della Comunità del Garda Maria Stella Gelmini, tra gli intervenuti Claudia Maria Terzi Assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Regione Lombardia (doveva essere presente il presidente Roberto Maroni) e il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

«Da parte di Regione Lombardia – ha dichiarato la Terzi – c’è la piena disponibilità a collaborare con gli altri interlocutori di questo progetto (la Regione Veneto, il Ministero e i soggetti del territorio), ma soprattutto a sostenerlo economicamente andando a ricercare le fonti di finanziamento necessarie (oltre ai 100milioni di euro confermati pochi giorni fa dal Ministero), sempre nel rispetto della normativa.

Ora – ha poi continuato – la discussione non sarà più tanto sul chi fa cosa ma sulla questione tempistiche, la sottoscrizione del protocollo d’intesa è stata stabilita per novembre, nel quale specificare quali saranno le opere di un progetto (quello del depuratore), di portata storica, non solo – ha specificato – dal punto di vista economico ma per il tipo di opera che dovrà essere realizzata.

Accanto al depuratore – ha poi concluso – vi sarà la realizzazione e l’ammodernamento delle infrastrutture che dovranno essere ridefinite in vista della concreta realizzazione di questo progetto».

«Quando si prescinde dall’appartenenza politica operando trasversalmente è possibile affrontare ed intervenire sui problemi reali per la salvaguardia ed il bene del proprio territorio, il mio grazie ed il mio apprezzamento – ha dichiarato il ministro Galletti – ai parlamentari Maria Stella Gelmini e Guido Galperti che hanno lavorato in questo modo.

Un’ opera, quella del collettore, che il Ministro ha definito “di elevato valore morale”

Davanti ai cambiamenti climatici di questi ultimi tempi – ha spiegato – molti laghi come il Garda in tante parti del mondo, sono destinati a scomparire, sorte che toccherà anche al Garda se non mettiamo in atto una politica di conservazione e di opposizione ai cambiamenti climatici: dopotutto – ha continuato – dove sparisce l’acqua, spariscono la vita e le civiltà.

Questo collettore nella sua immediatezza , realtà ed urgenza ha dietro di se un valore etico e morale molto alto e questo rende ancora più importante l’opera, anche burocratica, che stiamo facendo oggi».

Il ministro inoltre sostiene che il non avere soldi o risorse talvolta sia usato come scusa per non agire, per deresponsabilizzarsi

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«La storia del Lago di Garda ci insegna che laddove vi siano obbiettivi precisi come questo, le risorse si trovano, noi – ha spiegato – le abbiamo trovate perché abbiamo dichiarato quest’opera strategica a livello nazionale: si tratta del più grande bacino acquifero che abbiamo, se viene a mancare non si avranno problemi solo per i comuni che vivono sul Garda ma per tutto il Nord d’Italia e siccome al Nord è presente una buona parte dell’economia di tutta l’Italia, diventerebbe un problema di tutto il paese».

Per quanto riguarda le tempistiche la Gelmini ha detto di voler fare l’accordo di programma entro la fine della legislatura, entro quindi la fine dell’anno.

«Alle Regioni ed ai Comuni dico – ha dichiarato Galletti – che se riusciamo a collaborare come fatto fino ad ora, riusciremo a vincere questa sfida nei tempi (brevi) che ci siamo dati».

Il Ministro inoltre ha lanciato due raccomandazioni

«Il progetto che è pervenuto al Ministero è ancora in uno stato iniziale. Chiedo alle Regioni – ha detto il Ministro – di migliorarlo nell’immediato».

Il problema degli ATO

«Non posso più sopportare che gli ATO non siano ancora costituiti totalmente, fatto – ha sottolineato Galletti – che riscontro in moltissime Regioni. Chiedo pertanto alle Regioni stesse, laddove i comuni non vogliano entrare, di esercitare i poteri sostitutivi. Se non verranno costituiti nella loro interezza – ha poi concluso – noi non firmeremo il protocollo d’intesa».

Una volta risolte queste problematiche, ci sono tutte le condizioni per firmare il protocollo d’intesa entro fine anno.

Da parte del Ministero avrete tutto il supporto necessario, è un’opera strategica a livello nazionale e moralmente importante per il nostro paese.

Nel frattempo all’esterno i comitati Tavolo Basta Veleni, Visano respira e Reme Ambiente protestavano: «Non siamo contrari alla depurazione del lago – ha detto Giovanni Pertuzzi di Visano Respira – ma non con un depuratore di questo tipo, si tratta di un progetto inutile, loro (i politici) non lo dicono ma ci sarebbero delle alternative».

Carmine Piccolo di Tavolo Basta Veleni «Non vogliamo il collettore perché l’opera è costosissima e inutile, quello che c’è già può essere sistemato con dei depuratori che possono servire per pulire meglio le acque del lago. Il progetto prevede che il depuratore arrivi a Visano, non si può pensare di portare “merda” in questo paese che vive di agricoltura».