Dopo il risultato non certo soddisfacente delle elezioni regionali il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha deciso di rimanere a fare il sindaco di Bergamo e di lasciare il Consiglio regionale come membro dell’opposizione.

Onorerò l’impegno con i bergamaschi

“Ho preso la mia decisione: continuerò a fare il sindaco a Bergamo”. Poche riportate dal Giornale di Treviglio per confermare qualcosa che, in realtà era già nell’aria. Dichiarandosi “uomo di gestione” Gori ha deciso di lasciare il consiglio regionale per dedicarsi al proprio mandato amministrativo. Ruolo che, a suo dire, gli consente di essere più utile alla comunità.

Certamente, lo ammette anche Gori, sarebbe stato diverso essere in maggioranza “In quel caso – ha detto – avrei potuto agire anche nell’interesse dei miei concittadini”. Si definisce “Un uomo di gestione” Gori, che sottolinea come stare all’opposizione non sia un ruolo adatto alle sue competenze e capacità. Insomma, per dirla con parole di cesariana memoria, meglio primo a Bergamo che secondo a Milano

Stoccata dalla Lega

Per la serie se perdo non gioco più ecco la versione lombarda di Renzi, ovvero Giorgio Gori, che dopo la disfatta elettorale del 4 marzo annuncia che non resterà a fare opposizione in consiglio regionale preferendo la più rappresentativa ‘poltrona’ di sindaco di Bergamo, poltrona che nel caso fantascientifico di sua vittoria in Regione avrebbe mollato in un secondo, ma che adesso gli fa comodo… Questo è il livello dei candidati del Pd e basta per spiegare il perché della loro disfatta a livello regionale e nazionale. Lo avevamo detto un mese fa: gli elettori lombardi meritavano di meglio di un personaggio come Gori. Maurizio Martina o chi sta raccogliendo le macerie del Pd per provare a ricostruirlo ci rifletta…

Lo dichiara Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda.