Questa è una giornata storica per il Lago di Garda, firmato l’accordo per il nuovo depuratore

Oggi, a Roma, è stato firmato l’accordo di programma relativo al nuovo impianto di depurazione, destinato a mandare in pensione l’attuale, che risale agli anni ’80, e tutelare l’intero ecosistema del bacino.

La situazione attuale

Il Garda ogni giorno offre lavoro ad oltre centomila persone per un fatturato che supera il miliardo di euro annuo. Rappresenta una fonte di inestimabile riserva d’acqua potabile e al suo interno sono migliaia le specie animali e vegetali che popolano un vero e proprio paradiso di biodiversità.
Economia e ecosistema sono tuttavia a rischio: la conduttura che sfiora i fondali del lago tra Toscolano e Torri è una struttura fatiscente e inappropriata a causa del boom demografico degli ultimi trent’anni. Questi due elementi mettono a rischio la salute del lago che, in caso di rottura, causerebbe una vera e propria bomba ecologica causando uno shock economico in tutta l’area del Garda. Inoltre il depuratore non è più in grado di depurare tutti i reflui, ragione per cui da anni si parla di un nuovo impianto da aggiungere a quello già operativo.

Cosa è cambiato

Si tratta di un primo risultato raggiunto grazie al lavoro messo in campo da sindaci del territorio, Comunità del Garda, Provincia di Brescia, Regione Lombardia, Regione Veneto e Governo.

“Il nostro primo obiettivo era stabilizzare, con la firma della convenzione, il finanziamento di cento milioni di euro annunciato dal Ministro dell’Ambiente Galletti, che ringrazio per l’impegno profuso in questi mesi – ha spiegato il presidente della Comunità del Garda Mariastella Gelmini – . Ora entriamo nella fase attuativa del progetto e il lavoro da fare è ancora tanto. Con il supporto dei sindaci del territorio, continueremo a lavorare per far sì che l’opera di collettazione e depurazione delle acque del Garda diventi realtà. Come Comunità del Garda non faremo mancare il nostro impegno perché abbiamo a cuore il nostro territorio”.

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La reazione del M5S

“Non condividiamo la soddisfazione di coloro che hanno accolto come una buona notizia la firma dell’accordo per il collettore del Garda. Previsti 100 milioni di euro dal Ministero per un progetto che se tutto va bene, sarà operativo tra non meno di 10-15 anni. Ridicola quindi Regione Lombardia che, in una delle motivazioni con cui avalla la firma, dice che l’opera permetterà ai corpi idrici della sponda bresciana del lago di Garda di raggiungere lo stato ecologico di livello “buono”. Per il 2021 non sarà pronto nulla di quanto previsto. Lo ribadiamo è un’opera inutile che porta i reflui fognari di oltre 200 mila persone per 30 chilometri tra la provincia di Brescia e quella di Mantova. E’ un rischio ambientale enorme”, così Giampietro Maccabiani e Andrea Fiasconaro, consiglieri regionali del M5S Lombardia.

Per i portavoce del M5S, “anche in questo caso hanno prevalso le logiche della speculazione. Esistono soluzioni alternative, rapide, economiche e rispettose dell’ambiente come la sistemazione del collettamento dei comuni rivieraschi bresciani, la separazione efficiente delle acque bianche e nere e la costruzione in loco di 2 o 3 depuratori più piccoli. Faremo quanto possibile ovunque per evitare tutto quanto è ora in progetto, a maggior ragione quando fra pochi mesi saremo al Governo”.

Fiasconaro, conclude: “Lanciamo sin da ora l’allarme per il fiume Chiese nel quale finiranno le acque del depuratore di Visano. D’estate, quando è più massiccia la presenza di turisti, è spesso in secca e ne risentirà la qualità delle acque a spese dei comuni e della nostra agricoltura”.