Un confronto serrato quello che ieri sera si è svolto al Teatro Santa Giulia al Villaggio Prealpino tra i candidati in corsa per le prossime elezioni comunali. E’ stato il primo dei cinque incontri organizzati dalla Diocesi di Brescia, un confronto a porte aperte per conoscere più da vicino i pensieri dei candidati su diverse tematiche. Prima tematica affrontata quella dei trasporti e delle infrastrutture.

Metropolitana, sistema di trasporto pubblico esistente e progetti futuri

Emilio Del Bono

“Sul trasporto pubblico abbiamo fatto una grande scommessa in cinque anni, una scommessa che merita un bilancio. Da noi è stata sostenuta la metropolitana. Il primo tema è: funziona il sistema di trasporto pubblico a Brescia? Siamo passati da 41mila a 54mila passeggeri. Se i cittadini sono messi in condizione di avere trasporti pubblici efficienti ed economici li usano. L’utilizzo della metropolitana leggera ha portato anche una riduzione dell’incidentalità: in questi 4 anni è diminuita, una riduzione del 4% in città e del 10% nel centro storico. Non ci siamo accontentati di investire sul trasporto pubblico, abbiamo consolidato BiciMia, passando da 10mila abbonati nel 2013 a 21mila abbonati nel 2017. Tra i progetti futuri abbiamo quello del tram di superficie che con 3 linee che coprirà l’asse ovest, sud e verso S.Eufemia. L’ 80% dei finanziamento arrivano dallo stato, il 20% dalla società strumentale”.

Guido Ghidini

“La metropolitana ha portato un debito annuale che si aggira attorno ai 38milioni all’anno. Se interveniamo con tram rischiamo di avere un forte indebitamento, è vero che l’80% è coperto da risorse statale ma noi facciamo parte dello stato, e quei soldi da una parte o dall’altra escono dalle tasche dei cittadini. I lavori si aggirerebbero attorno ai 5 anni e questo porterebbe diversi disagi. La nostra proposta sono i bus elettrici perché rispetto ai 400milioni ipotizzati con costruzione del tram, si arriverebbe a toccare il tetto massimo di 50milioni. Con il risparmio ottenuto si potrebbe decidere di utilizzare quel capitale per altre zone che necessitano di un miglioramento nel trasporto pubblico”.

Paola Vilardi

“La metropolitana è una realtà, l’idea doveva essere quella di pensare a stazioni della metropolitana che in superficie fossero fruibili. Inoltre tutta la zona ovest è scoperta quindi un cittadino si trova a dover pagare questo servizio senza avere la possibilità di poterne usufruire a pieno. Non sono d’accordo poi sulla creazione del tram, costa più di 400milioni ed è una spesa inutile, così creiamo solo altro indebitamento. In consiglio comunale ho votato contro al piano di mobilità urbana sostenibile. Bisogna potenziare l’asse metropolitana e potenziare l’uso dei mezzi elettrici”.

Mobilità del centro storico e singoli quartieri 

Guido Ghidini

“Bisogna iniziare a dare la possibilità alle fasce che più hanno bisogno di usufruire dei trasporti con prezzi calmierati e, se possibile, gratuiti. Stiamo pensando ad un potenziamento delle ZTL. Pedonalizzare anche alcuni nuclei di quartieri, così facendo ci sarebbe la possibilità di rivivere e far socializzare le persone del quartiere. C’è bisogno di una manutenzioni delle ciclabili, siamo favorevoli alle zone 30 per tutti i quartieri”.

Paola Vilardi

“Sono favorevole alle piste ciclabili. Sul centro storico non ho timore a dire che sono favorevole ad un centro più vissuto, laddove si può pedonalizzare perché no. Bisogna anche pensare a chi lavora in centro: i commercianti soffrono di un clima delicato, i negozi non funzionano perché il centro non è attrattivo, bisogna portare a nuova luce il centro storico”. Sul tema leva fiscale: “insieme ai proprietari degli immobili cercare di abbassare i prezzi, bisogna intervenire non solo sulla viabilità e commercio ma anche dal punto di vista edilizio. Bisogna incentivare, è un lavoro che bisogna fare in squadra e in sinergia. Aiutare i commercianti concretamente. Per le zone 30 va bene introdurle, ma dove ci sono pericoli”. 

Emilio Del Bono

“Abbiamo pedonalizzato piazza loggia totalmente, corso Zanardelli e tante altre aree centrali. Non è vero che la pedonalizzazione si accompagna alla crisi del commercio. Zona 30: il piano urbano prevede zone 30 in alcune vie delicate, si parla di punti di aggregazione, scuole, oratori, i punti dove maggiormente il rischio delle persone si alza, esistono in tutte le politiche europee serie. Per me è una scelta di civiltà, l’obiettivo è avere queste reti di ciclabili protette e che impediscono all’autista di sorpassare sulla ciclabile o parcheggiare sopra. Vorrei avere una città vivibile, civile, non abbiamo intenzione di penalizzare il traffico privato, vogliamo riqualificare la città”.

Zona nord

Emilio Del Bono

“Bisogna riqualificare la zona nord con arredo urbano, illuminazione, piste ciclabili, il volto della zona nord cambierà. Lo stadio è un tema che va affrontato con serietà, c’è l’ipotesi che rimanga a Mompiamo ma bisogna intervenire sulla viabilità del quartiere, oppure trovare un’altro luogo adatto ad ospitarlo”. 

Guido Ghidini

“Non serve spostare lo stadio, bisogna cambiare la struttura fatiscente che esiste adesso, va rivista, bisogna portare lo stadio ad un numero accettabile, non più di 20mila unità. Far diventare la zona dello stadio in occasione delle partite zona ZTL, questo incentiverebbe l’uso della metro. Ad un maggiore utilizzo si aggiunge anche il progetto che prevede di spostare l’Università Cattolica al vecchio seminario (zona nord)”.

Paola Vilardi

“Sullo stadio basta promesse, il problema dello stadio va risolto. Il problema è di ordine pubblico, il residente è costretto a vivere o dentro casa o stare fuori tutto il giorno, meno disagi al residente e ai commercianti perché con le partite il quartiere è blindato.Nel mio programma c’è la risposta, lo stadio deve essere spostato da Mompiano. L’altra area comunale che potrebbe ospitare lo stadio con una struttura leggera è dove attualmente c’è il campo da rugby, zona servitissima dalla viabilità (uscita autostrada – stazione metropolitana)”.