Andrea Bianchi risponde a una settimana di distanza alle cifre pubblicate dalla lista di minoranza, che accusava la macchina politica dell’ultimo decennio di essere costata oltre 1 milione di euro.

L’accusa

Anzi, nel post pubblicato dagli avversari le cifre esatte riportavano la cifra di 1.023mila euro, con un costo legato alla persona del primo cittadino all’incirca di 30mila euro annui medi. Nell’elenco figuravano anche le indennità di spesa per il vice sindaco, gli assessori e i consiglieri.

Pronta la risposta di Bianchi

In queste ultime ore di campagna elettorale, il sindaco chiama così alla condivisione e alla diffusione della sua risposta e diffida gli avversari che parlano di ridursi le indennità.

Il post del sindaco

Ecco il messaggio del politico classe 1978: «Un doveroso chiarimento in merito alle indennità percepite dagli organi istituzionali in questi ultimi 10 anni. La prima immagine riportata qui sotto è il cedolino relativo alla mia indennità del mese scorso. Ve lo mostro, rendendolo pubblico, senza alcun problema. In primis non ho nulla da nascondere; in secundis per fare chiarezza rispetto alle accuse rivoltemi, tramite i social e la stampa locale non più tardi di alcuni giorni fa, ancora una volta dalla lista Futuro Adesso guidata oggi dal sig. Italo Spalenza nonostante, il sottoscritto, non sia nemmeno candidato. Aumenta la convinzione che, dietro una campagna elettorale costruita contro chi neppure s’è candidato, vi sia mal nascosta pochezza di argomentazioni e di idee della lista dei falsi sorrisi. Nella loro accusa, prima nascondono l’elenco dei nomi dei beneficiari delle indennità di funzione (come si può vedere dallo screenshot del loro post) e poi arrivano addirittura ad addebitare al sottoscritto TUTTI i costi sostenuti dall’ente per gli organi istituzionali, ovvero anche i gettoni dei consiglieri di minoranza succedutisi in questi 10 anni e tra cui, per esempio, quelli incassati dalla stessa sig.ra Anna Falsina. Incapacità, malafede od entrambe? Detto ciò, l’indennità del sindaco, come quella degli assessori e dei consiglieri, non l’ha stabilita il sottoscritto a propria discrezione, ma il Ministero dell’Interno. Con proprio Decreto n. 119/2000 (tabella A), è stata determinata in € 2.788,87 lordi l’indennità mensile del sindaco; in € 1.394,44 lordi l’indennità mensile del vicesindaco ed in € 1.254,99 lordi quella degli assessori. Tutti valori da dimezzare nel caso in cui gli amministratori siano lavoratori dipendenti. Questi importi sono stati in vigore fino al 2005. Dal 2006 al 2008, in applicazione della Legge n. 266/2005 art. 1 comma 54, tali indennità sono state ridotte del 10%. Dal 2009 al 2010 state ripristinate quelle iniziali. Dal 2011 al 2013, per effetto del Decreto n. 78/2010 art. 6 comma 3, il Ministero ha applicato una nuova riduzione del 3%, che io e quelli definiti dispreggiativamente come “i miei amici”, considerato il momento, abbiamo portato volontariamente al 20% per avere più soldi in bilancio da destinate al capitolo dei servizi sociali. Dal 2014 al 2017 la riduzione, con Legge n.56/2014 art. 1 comma 136, è stata riportata al 10%. Dal 2018 l’indennità è tornata piena ma io, insieme sempre “ai miei amici”, ho deciso volontariamente di continuare ad applicare la riduzione del 10%. Riduzioni per legge e volontarie a cui ricordo la rinuncia alla nomina da novembre 2015 ad oggi del quarto assessore. Circa l’indennità attuale del sindaco, vi invito a considerare che, oltre alla trattenuta IRPEF alla fonte e motivo per il quale al sindaco vengono bonificati € 1.831,98 vanno detratte: le somme relative ai contributi da versare in sede di dichiarazione dei redditi come lavoratore autonomo; le somme legate alle indispensabili polizze assicurative; le somme per le inevitabili spese legali dovute ai svariati contenziosi; le somme relative ai contributi pensionistici non compresi nelle trattenute iniziali; nonché le somme relative ai costi per lo svolgimento della mansione, dato che mai in 10 anni ho inoltrato una sola richiesta di rimborso per le spese sostenute personalmente in favore dell’Ente (auto, treno, gasolio, pranzi, cene, ecc.). Il sottoscritto – e posso affermarlo a testa alta – non ha mai preso un solo centesimo in più del dovuto. Negli anni in cui non ci siamo auto-ridotti le indennità io e i miei assessori abbiamo aiutato associazioni e soprattutto famiglie ed anziani in grave difficoltà. Lo abbiamo fatto in silenzio noi! Sapete bene, voi concittadini, le ore che mensilmente ho dedicato al Comune in questi 10 anni. Provate a fare un calcolo e paragonatelo alla responsabilità sostenuta ed ancora, se vorrete, ai risultati ottenuti. No, non credo davvero di essere stato un peso. L’ho fatto con entusiasmo e non ho alcuna recriminazione. Mi sono anche chiesto perché mai una candidata come la sig.ra Anna Falsina si accapigli così ferocemente contro le indennità percepite dagli amministratori secondo Legge nel periodo della mia amministrazione quando ella stessa, nel periodo in cui fu assessore, percepì esattamente la stessa identica indennità: anno 2007 (ultimo anno pieno di mandato), assessore Anna Falsina (lavoratrice dipendente) € 7.353,05 lordi; anno 2017 (ultimo anno pieno di mandato), assessore Massimo Pensa (lavoratore dipendente) € 7.353,05 lordi; Anno 2007 (ultimo anno pieno di mandato), assessore Bruno Pelati (lavoratore autonomo e già all’epoca marito dell’allora Assessore Anna Falsina) € 14.705,96 lordi; anno 2017 (ultimo anno pieno di mandato), assessore Nicola Cavalli (lavoratore autonomo) € 14.705,96 lordi. Quindi? E il candidato Sindaco Spalenza che annuncia di volersi tagliare del 50% la propria indennità in caso di elezione quando, essendo lui lavoratore dipendente, è già la legge che gli imporrà questa riduzione?Si vergognino!».