Un silenzio durato diverse ore, poi l’ammissione della sconfitta.

Guido Ghidini, rappresentante del Movimento 5 stelle in corsa come sindaco per il Comune di Brescia si ferma a riflettere sui risultati, ammettendo una doppia sconfitta data anche da quel 42% di bresciani che non è andato a votare. 

Il risultato

“Quando si cade ci si rialza e si va avanti a camminare!” così Ghidini prende parola dopo il lungo silenzio a seguito del voto. “Il risultato delle ultime elezioni amministrative è per noi una doppia sconfitta, è giusto ammetterlo. Anzitutto per l’astensione, questo è un dato che deve far riflettere sulla distanza abissale che oggi divide i cittadini e la politica. Il secondo motivo è il calo di consensi registrato ieri dal Movimento 5 Stelle rispetto a quelli ottenuti nelle precedenti elezioni comunali del 2013.

Il confronto con gli sfidanti

Il ringraziamento di Ghidini va alle cittadine e i cittadini che hanno votato per il M5S, una piccola percentuale che ha voluto sostenere il movimento anche nella città di Brescia. Un’impresa titanica quella che il rappresentante del M5S ha affrontato, sfidando due personalità importanti, sostenute da molteplici fronti, ovvero Paola Vilardi per il centro destra e Emilio Del Bono, riconfermato sindaco.

“Per sostenere il sindaco uscente si è schierata una macchina da guerra: 6 liste a sostegno, 192 candidati e un’Amministrazione comunale e le sue partecipate piegate a fargli campagna elettorale, tra eventi spot e iniziative a cantieri ancora aperti affette da inaugurazione precoce. Dall’altra parte il circo mediatico è riuscito a riabilitare un ex assessore di una giunta fallimentare come quella di Adriano Paroli. Nel mezzo c’eravamo noi, Davide contro Golia”.

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L’impegno

L’impegno rimane: “Negli ultimi 5 anni abbiamo avuto modo di conoscere gli strumenti dell’Amministrazione comunale. Abbiamo frequentato le commissioni, abbiamo studiato atti e documenti, depositato interrogazioni e proposte di delibere, contribuito a far approvare regolamenti importanti come quello per la gestione dei beni confiscati alla mafia. Abbiamo maturato un’esperienza notevole, forse concentrandoci troppo sugli atti senza comunicare ai cittadini l’attività svolta. Ma abbiamo lavorato tanto per portare avanti buone idee, proposte di buon senso e progetti concreti per dare a Brescia un futuro migliore. Continueremo in questa direzione, con una nuova consapevolezza”.

Si ricomincia così da un’opposizione basata sulle buone idee e sulle proposte di buon senso per il bene comune, condividendo iniziative positive e denunciando negligenze e conflitti d’interesse nei confronti dei cittadini. “Racconteremo ai bresciani ciò che non riusciranno a vedere e li chiameremo a partecipare, a confrontarsi sui temi e a far sentire la loro voce. Il nostro primo candidato era il programma, il nostro primo eletto è il programma e sarà quello a dettare la nostra linea”.

Si riparte con umiltà e passione civile, andando avanti per – come dice Ghidini – una città libera.