Depressione arte musica. L’esperto psichiatra Giuseppe Tavormina ha dialogato con le note del quartetto d’archi per spiegare come si riconoscono i sintomi della malattia e come si può curare con il sostegno dell’arte.

Depressione arte musica in concerto all’Iseo Lago

Il concerto organizzato all’Iseo Lago Hotel dall’associazione Eda Italia Onlus in occasione della giornata europea contro la depressione ha fatto l’en plein ieri pomeriggio. Lo psichiatra provagliese Giuseppe Tavormina ha illustrato al pubblico i sintomi della depressione, “malattia spesso misconosciuta e sottovalutata, o scambiata per altro”. L’invito è stato quello di fare attenzione a eventuali disagi o disturbi (come quelli alimentari, per esempio) protratti nel tempo. Dopo il suo primo intervento si sono esibiti gli archi Beatrice Roberti, Paola Carmianti, Carlo Bonicelli e Giulio Richini in brani tratti dalle opere di Mozart, Brahms e Gardel.

Farmacoterapia e arteterapia in abbinamento

Una volta riconosciuta la depressione, va curata. “Oggi le terapie ben fatte non sedano, né causano effetti collaterali – ha spiegato lo psichiatra – Si comincia con una farmacoterapia, talvolta seguita da una psicoterapia per i primi quattro o sei mesi, ai quali segue una terapia per prevenire le ricadute. L’arteterapia e la musicoterapia possono e devono essere dei sostegni. Ma prima di qualsiasi cura, bisogna parlare della malattia, informare e formare”. Una persona su cinque soffre di depressione, ma troppo spesso non viene riconosciuta la sintomatologia e il “male oscuro” viene scambiato per altro, o sottovalutato.  “Altre volte a causa dei pregiudizi non ci si rivolge ai medici -ha concluso Tavormina – Le conseguenze della depressione possono arrivare a gesti estremi. Per prevenirli bisogna cominciare a parlare della malattia ai giovani e nelle scuole. E’ quello che la nostra associazione sta facendo”.