Federico Tancredi: storia di un parrucchiere che aiuta figli e mamme in difficoltà-

Federico Tancredi

Vi sono mille strade attraverso le quali poter fare del bene, una di queste può passare attraverso la cura della propria immagine, sempre più importante nella nostra società. Ed è proprio di questo che si è occupato Federico Tancredi titolare del salone “La Maison De L’artiste” a Salò. Parrucchiere e consulente d’immagine ha messo a disposizione il suo tempo e la sua professionalità per curare gratuitamente il look dei ragazzi e delle mamme che vivono in comunità educativa.

Come e quando nasce questa idea?

Il tutto prende vita qualche mese fa. Dopo aver conosciuto un’educatrice del “Progetto Identità” promosso dalla “Cooperativa La Sorgente” e dall’Associazione “L’Affido” in collaborazione con il Servizio Tutela. Un progetto  dedicato a chi ha fragilità familiari. Lo scopo è quello di aiutarli offrendo la possibilità di accedere ad esperienze sociali, culturali, sportive, sanitarie, ludiche e ricreative. Non sempre queste possono essere a loro garantite dall’Ente pubblico. Esperienze che molto spesso diamo per scontate ma che rivestono un ruolo fondamentale nel processo di definizione, passo dopo passo, dell’identità adulta. Così parlando è nata l’idea di mettermi a disposizione in modo gratuito, per la loro cura estetica”.

Cosa pensi possa dare loro la possibilità di avere un aspetto curato?

I ragazzi li sto incontrando un po’ per volta. Con ognuno è una scoperta, mi piace molto rafforzare la loro autostima, tendo sempre a fare complimenti, ma non quelli scontati. Bensì andando a toccare i punti deboli che, di solito, sono le orecchie per gli uomini e la fronte irregolare nelle donne. Sono dell’idea che, per rafforzare l’autostima altrui, sia necessario esaltare quella caratteristica personale che, dai più critici, potrebbe essere considerata un difetto”.

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Cosa invece regala a te questa esperienza? 

“Per me, come professionista, quello che questa esperienza mi regala è qualcosa di straordinario. La soddisfazione che provo nel vedere occhi tristi, improvvisamente attraversati da un lampo di serenità, di piacevolezza di appagamento verso se stessi. E soprattutto bocche mute rispondere alla mia domanda “Come ti vedi?” in modo positivo: “Mi vedo bene”. Inizia da lì l’autostima, dal piacersi, perché se ti piaci, di riflesso, piaci agli altri e tutto questo mi riempie l’anima”.

Che consigli dai loro per gestire meglio il loro aspetto esteriore?

£Da parte loro non viene mai avanzata nessuna pretesa. Chiedono e, se vedo che qualcuno è particolarmente interessato, insegno come gestire la mia proposta look direttamente a casa”.

 

da GardaWeek 17 novembre