Ci sono dieci indagati, di nazionalità italiana e albanese, nella maxi operazione Occhio di Ra portata a termine questa notte dai carabinieri della Compagnia di Treviglio coordinati dalla Procura della Repubblica di Bergamo e dal pm Fabio Pelosi.

Droga e prostituzione

Sfruttamento e favoreggiamento aggravato della prostituzione, spaccio di sostanze stupefacenti, porto illegale di armi e furti in abitazioni. Queste le accuse che hanno fatto scattare l’esecuzione di tre misure cautelari emesse dal gip Cavallieri del Tribunale di Bergamo. Nel mirino degli inquirenti è finito ancora una volta il night club Occhio di Ra, che si trova in via dell’Artigianato a Cologno, ora posto sotto sequestro preventivo.

Come riporta il Giornale di Treviglio, sembra che all’interno del locale, come pr, fosse facile trovare anche l’ex pornostar Maurizia Paradiso, che non risulta indagata.

Dieci indagati e tre arresti

Sono dieci gli indagati nell’operazione anticrimine dei carabinieri della Compagnia di Treviglio che ha portato anche a tre misure cautelari. In carcere è finito il gestore 50enne Claudio Feriti, originario di Rovato e residente a Cavernago, ex agente di Polizia penitenziaria. Si trova agli arresti domiciliari la 26enne Graziella Manzella sfrattata dalla sua abitazione di Palosco e raggiunta dai militari in un Bed&Breakfast di Bergamo. Obbligo di dimora (con divieto di uscita negli orari notturni) per Fabio Carone, 38 anni, di Bari, ma residente a Brescia.

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 Il giro di prostituzione

Tra i capi di accusa spicca lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione all’interno e all’esterno del locale. Nel night club, infatti, oltre alla sala dove le ragazze si esibivano nei loro spettacoli, c’era anche un privé, con tanto di tariffario e provvigioni, per chi voleva consumare anche rapporti sessuali. Le ragazze, una decina in tutto soprattutto rumene e magrebine, venivano persino drogate per riuscire a soddisfare più clienti, anche contemporaneamente.

Il traffico di droga e armi

All’interno del locale era consolidata anche una rete di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina. Ma non solo.  Le intercettazioni hanno permesso di scoprire anche un importante traffico d’armi, soprattutto pistole e fucili, emerso anche grazie alle indagini relative a una sparatoria tra albanesi avvenuta a Urgnano nel 2016. Un “regolamento di conti” che aveva portato alla luce il ruolo del night club come base per il traffico illegale di armi.

I nomi degli indagati e i dettagli dell’operazione sul Giornale di Treviglio