Non è sufficiente giustificarsi per l’assenza di patente dando il proprio nominativo. Soprattutto se quel nominativo è falso.

Dichiara false generalità

E’ successo a Manerba nella serata del 12 aprile, quando un 33enne umbro è stato fermato dai Carabinieri della stazione locale.

L’uomo era in compagnia di alcuni parenti e, una volta fermato, comincia a tergiversare sulla propria patente. L’aveva dimenticata in Umbria, dove era residente, questa la prima versione. Alla richiesta del proprio nominativo, l’uomo è sembrato estremamente sospetto ai militari. Questi dopo alcuni accertamenti glie l’hanno richiesto, e l’uomo, evidentemente non ricordandosi la propria bugia, ne ha fornito uno leggermente diverso.

Scattano gli approfondimenti

A quel punto i militari di Manerba hanno proceduto al sequestro del veicolo, alla contestazione della sanzione per guida senza patente, ed all’arresto per false attestazioni a pubblico ufficiale sull’identità personale. Il reato è previsto dall’articolo 495 del codice penale.

Cosa succede adesso

L’uomo è stato processato presso il Tribunale di Brescia con giudizio direttissimo. E’ stato convalidato l’arresto, e la condanna alla pena di 8 mesi.