E’ stata un’operazione portata avanti dalle Procure Distrettuali di Brescia e Cagliari, sviluppata con la professionalità dello SCICO, della Guardia di Finanza, Polizia di Stato e DIGOS di Cagliari e Sassari. Lo scambio di informazioni è avvenuto attraverso una serie di riunioni portate avanti dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo per arrivare all’obiettivo condiviso.

Le parole del Procuratore Nazionale Federico Cafiero de Raho

“L’operazione ha avuto ad oggetto l’arresto si 14 persone, 11 siriani e 3 marocchini. Per 4 di loro la contestazione è di associazione con finalità di terrorismo, per altri invece associazione per delinquere finalizzata al finanziamento del terrorismo, riciclaggio ed esercizio abusivo dell’intermediazione finanziaria”.

Frangia terroristica che opera in Siria

L’operazione è importante perché è stata individuata una rete di soggetti che operano per la raccolta e il trasferimento del denaro e altri mezzi finanziari in gran pare finalizzati a sostenere il conflitto in Siria e quindi il terrorismo. E’ una rete che si avvale del meccanismo Hawala, che permette di saltare tutti i canali finanziari sottoposti a controlli e quindi si riesce a finanziare il terrorismo senza che gli organismi preposti a vigilare possano intervenire, il trasferimento è solo virtuale.

Hanno partecipato all’operazione la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, lavorando in sinergia. Due Procure Distrettuali per il terrorismo di Brescia e Cagliari si sono scambiate elementi per proseguire lo sviluppo organizzativo. E’ stata preziosa anche cooperazione giudiziaria internazionale che ha consentito di avere un contatto diretto con le autorità giudiziarie presenti in Europa ma anche oltre Europa per scambiare elementi importanti.

Maurizio Romanelli – Procuratore aggiunto 

“In un lasso temporale di 5 settimane ci sono state 6 operazioni coordinate da più procure distrettuali di contrasto al fenomeno del terrorismo internazionale,  compiute su tutto il territorio nazionale. Questo dimostra le caratteristiche di fondo del sistema di contrasto. Sono state tecnologie e metodo investigativo migliore, sistemi di intercettazione di alta qualità, impiego dello strumento delicato dell’agente sotto copertura e la capacità della Magistratura di dialogare con i detenuti”.

Collaborazione internazionale

La collaborazione con la Magistratura Svedese e con l’Autorità Giudiziaria Ungherese è stata fondamentale. I money transfer effettuati da soggetti fuori da ogni sospetto, ma con ricorrenza particolare ha fatto porre degli interrogativi che poi hanno portato all’ipotesi di terrorismo. 

Risultati brillanti per questa operazione possibile grazie a numerosi soggetti che hanno avuto la capacità di lavorare insieme. Grazie all’azione di direzione e coordinamento della Procura Nazionale è stato possibile trovare strategie comuni, far circolare le informazioni e concordare tempistiche e strategie investigative allo scopo di ottenere un’azione coordinata e armonica.

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